Gli ingegneri hanno risolto il problema che causava l’invio di dati incongruenti da parte della Voyager 1 che si trova nello spazio interstellare.

Gli ingegneri hanno risolto un problema che ha interessato i dati di telemetria della navicella spaziale Voyager 1 della NASA. All’inizio di quest’anno, il sistema di articolazione e controllo dell’assetto della sonda (AACS), che mantiene l’antenna della Voyager 1 puntata verso la Terra, ha iniziato a inviare informazioni confuse di telemetria ai controllori di missione nonostante risulti tutto funzionare normalmente. Il resto della sonda sembrava infatti in salute poiché continuava a raccogliere e restituire dati scientifici.

Da allora il team ha individuato la fonte delle informazioni confuse: l’AACS aveva iniziato a inviare i dati di telemetria tramite un computer di bordo noto per aver smesso di funzionare anni fa.
Ed era questo computer a danneggiare le informazioni inviate.

Voyager 2
Rappresentazione artistica della Voyager 2. Credit: NASA

La soluzione del mistero

Suzanne Dodd, project manager di Voyager, ha affermato che quando sospettavano che fosse questo il problema, hanno deciso di provare una soluzione a basso rischio: comandare all’AACS di riprendere l’invio dei dati dal computer corretto.

Gli ingegneri non sanno ancora perché l’AACS abbia iniziato a instradare i dati di telemetria al computer errato, ma probabilmente la causa è un comando errato generato da un altro computer di bordo. Se ciò fosse confermato, indicherebbe un problema da qualche altra parte sul veicolo spaziale. Il team continuerà a cercare l’origine del problema, ma non ritiene sia una minaccia per la salute della Voyager 1.

Siamo felici di riavere la telemetria“, ha affermato Dodd. “Faremo una lettura completa della memoria dell’AACS e osserveremo tutto ciò che sta facendo. Ciò ci permetterà di diagnosticare il problema che ha causato gli errori di telemetria. Siamo cautamente ottimisti, ma ci sono ancora altre indagini da svolgere“.

Voyager 1 e Voyager 2 stanno esplorando il nostro sistema solare da 45 anni. Entrambe le sonde si trovano ora nello spazio interstellare, la regione al di fuori dell’eliopausa, ovvero la bolla di particelle energetiche e campi magnetici del Sole.
Tramite le attuali stime, le sonde dovrebbero continuare a funzionare sino al 2025, ma gli ingegneri stanno cercando soluzioni per prolungarne il tempo operativo.

Riferimenti: NASA\JPL

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