Scomodiamo la famosa canzone di Vasco Rossi per commentare l’ennesimo rinvio del lancio della missione privata Axiom-4 verso la ISS
Premessa: la perdita nel modulo Zvezda della sezione russa della ISS esiste; è dal 2021 che viene rilevata, evolvendosi nel tempo con alternanze di aumenti e riduzioni della portata della fuoriuscita d’aria, a seconda degli interventi – numerosi – di rattoppo.
La buona notizia è che la perdita è localizzata nel modulo PRK dello Zvezda, e che questo modulo è isolabile. Si tratta, sostanzialmente, della zona in cui si trova uno dei portelli di attracco solitamente utilizzati per le Progress e le Sojuz. La sezione russa della ISS ne ha altri tre, quindi isolarlo per evitare ulteriori perdite d’aria nella stazione non rappresenta un problema. Ora entriamo nel dettaglio della missione Axiom-4.
La tormentata vicenda di AX-4

La quarta missione privata della compagnia Axiom, che dovrebbe portare sulla Stazione Spaziale Internazionale, oltre all’esperta comandante Peggy Whitson, il Vymanauta ISRO Shubhanshu Shukla – secondo indiano a volare nello spazio dopo Rakesh Sharma, che volò sulla Saljut-7 nella missione Sojuz T-11 – l’astronauta polacco dell’ESA Sławosz Uznański, anch’egli secondo cittadino della Polonia nello spazio dopo Mirosław Hermaszewski, che volò con la Sojuz-30 sulla Saljut-6, e l’astronauta ungherese Tibor Kapu, che riporta anche l’Ungheria nello spazio dopo Bertalan Farkas, volato con la Sojuz-36 sempre verso la Saljut-6.

La missione a dicembre 2023
Insomma, una missione importante, dal valore non solo scientifico, ma anche geopolitico. E soprattutto: non un volo con turisti spaziali paganti, ma con astronauti addestrati. Questo è un punto fondamentale. La missione sarebbe dovuta partire addirittura il 31 dicembre 2023, ma la data del lancio ha subito una serie di rinvii che nemmeno uno dei tanti bistrattati convogli di Trenitalia potrebbe enumerare.
Precisiamo: il lanciatore Falcon 9 destinato alla missione è nuovo (B-1094), così come la Crew Dragon, l’ultimo esemplare costruito da SpaceX, che ha già annunciato che con questo veicolo concluderà la produzione del fortunato mezzo. Soffermiamoci un attimo su questa capsula: non ha ancora un nome (siglata C-213) ed era inizialmente destinata alla missione Crew-10, che nel marzo 2025 ha portato tre astronauti e un cosmonauta a bordo della ISS, dando il cambio a Nick Hague, Alexandr Gorbunov e, soprattutto, riportando a terra Butch Wilmore e Sunita Williams, rimasti sulla stazione a causa del guasto alla loro Starliner.
Crew-10 spostata
Proprio per l’urgenza di riportare a casa i due astronauti, la missione Crew-10 è stata spostata dalla C-213 – ancora incompleta nell’allestimento – alla più collaudata Freedom, che era invece originariamente destinata proprio ad AX-4. Qualcuno ricorderà che il lancio della Starliner con Wilmore e Williams era stato ritardato a causa di alcuni problemi al modulo Nauka… o almeno così ci venne detto. Abbiamo poi scoperto che il vero problema non era un radiatore periferico dell’ultimo modulo agganciato alla ISS, ma qualcosa di ben più grave che ha afflitto la navetta della Boeing.

Anche in quell’occasione, si preferì dare la colpa ad Alfredo…Torniamo a noi: visto che la navicella C-213 non era ancora pronta, il lancio è stato spostato dal dicembre 2023 alla primavera 2024, poi all’autunno dello stesso anno, fino a fissarlo per la primavera 2025.
Meteo, perdite, eccetera…
Ma è da aprile scorso che comincia la lunga trafila dei rinvii, per cause tra le più disparate. Chi ci segue avrà sicuramente notato quante volte abbiamo spostato la nostra diretta del lancio: dal 29/5, il 10/5 viene comunicato che il lancio è spostato all’8/6, poi al 9/6, quindi il 3/6 viene annunciato lo slittamento al 10/6, a causa del meteo. Successivamente, una perdita di ossigeno liquido al primo stadio (che, ricordiamolo, è nuovo), fa spostare la data prima all’11/6, poi al 12, ed infine al 13.
Il rinvio di Axiom.4
È notizia di ieri sera, infine, che il lancio della missione Axiom-4 è stato rinviato a data da destinarsi, a causa di ulteriori accertamenti congiunti da parte di NASA e Roscosmos sulla perdita in corso nel modulo Zvezda. Mannaggia! Sempre questi moduli russi di mezzo! Peccato che il modulo Zvezda si trovi da tutt’altra parte rispetto a dove attracca la Dragon, e che i quattro di AX-4 non alloggino nella sezione russa, ma in quella americana. E soprattutto: la sezione PRK dello Zvezda, che – ricordiamolo – è in orbita dal 2000, è stata esclusa e depressurizzata. A questo punto, come diceva un noto politico della Prima Repubblica:
“A pensar male si commette peccato, ma spesso ci si prende…”
Axiom è un subappaltatore privato dei servizi di NASA e SpaceX, e ha tutto l’interesse a pubblicizzare la propria offerta di voli commerciali con equipaggio. SpaceX, da parte sua, in qualità di produttore e armatore del Falcon-9 e della Crew Dragon, deve mantenere un’immagine di efficienza e affidabilità che – va detto – ha sinora onorato. Ma è altrettanto evidente che questa C-213, così come la seconda Starliner, non sia uscita proprio benissimo dalla fabbrica. E lo stesso si può dire del booster B-1094.
