La sonda JUICE, diretta verso le lune di Giove, ha studiato la cometa 3I/ATLAS riportando dettagli molto interessanti.
Nel novembre 2025, la sonda JUICE dell’ESA – attualmente diretta per la sua missione esplorativa delle lune di Giove – si trovava nel posto giusto e al momento giusto per osservare la cometa interstellare 3I/ATLAS subito dopo il suo massimo avvicinamento al Sole. I team operativi di missione hanno attivato cinque degli strumenti scientifici di Juice per raccogliere informazioni sul comportamento della cometa attiva in quel momento. Dopo tre mesi di attesa per ricevere i dati sulla Terra, gli scienziati che lavorano su ciascuno di questi strumenti hanno trascorso le ultime settimane ad analizzare foto, spettri e numeri. I risultati sono ancora preliminari e il lavoro è tuttora in corso, ma i dati hanno già rivelato interessanti dettagli.
Un rilascio enorme di vapore acqueo ripreso dalla Juice

Il 2 novembre 2025, appena quattro giorni dopo che la sonda 3I/ATLAS aveva raggiunto il punto di massimo avvicinamento al Sole, lo spettrometro MAJIS (Lunes And Jupiter Imaging Spectrometer) della sonda JUICE ha rilevato che la cometa emetteva 2000 kg di vapore acqueo al secondo, l’equivalente di 70 piscine olimpioniche al giorno.
Le comete – fedeli al loro soprannome di “palle di neve sporche” – sono infatti composte principalmente di ghiaccio. Avvicinandosi al Sole, questo ghiaccio si trasforma in gas e fuoriesce dalla cometa. La quantità di vapore acqueo emessa da 3I/ATLAS non è eccezionale, ma si colloca nella fascia alta di quanto ci si aspetterebbe da una cometa vicina al Sole, in base a quanto osservato in precedenza in comete come 67P (300 kg al secondo) e Halley (20.000 kg al secondo).
Questi valori dipendono molto dalle dimensioni della cometa e dalla sua distanza dal Sole. MAJIS ha rilevato nuovamente la cometa 3I/ATLAS il 12 e il 19 novembre, mentre si allontanava dal Sole. Entro il 12 novembre, la quantità di vapore acqueo rilasciata dalla cometa non sembrava essersi ridotta in modo significativo. Il team dello strumento prevede di analizzare i dati del 19 novembre nelle prossime settimane.
Il rilascio in direzione del Sole

Lo strumento a onde submillimetriche (SWI) della sonda JUICE ha rilevato anche vapore acqueo proveniente da 3I/ATLAS, osservando che la maggior parte di esso veniva rilasciata dal lato della cometa rivolto verso il Sole. Sembra inoltre che gran parte di questo vapore acqueo non provenga direttamente dalla parte solida della cometa (il suo nucleo), ma da granelli di polvere ghiacciata sfuggiti nell’alone circostante di polvere e gas (la sua chioma).
Il team SWI sta ora continuando ad analizzare i dati per determinare quanta acqua “leggera” (H₂O) viene rilasciata dalla cometa 3I/ATLAS. È interessante confrontare questo dato con la quantità di acqua “semipesante” (HDO) proveniente dalla cometa stessa, misurata dai telescopi ALMA e James Webb. Questo rapporto è un valore davvero importante nei nostri studi sull’Universo, in quanto fornisce una sorta di “impronta digitale” che descrive come e dove si è formato un oggetto.
ALMA e James Webb hanno scoperto che questo rapporto è inaspettatamente ed estremamente alto per 3I/ATLAS, probabilmente perché la cometa è nata in un ambiente molto freddo e molto antico, dove è stata esposta a molta radiazione ultravioletta proveniente da giovani stelle. Il team SWI dovrà verificare se i dati di JUICE confermano questi risultati.
Una grande estensione di gas e polveri

Lo spettrografo per immagini ultraviolette (UVS) della sonda JUICE ha catturato la luce emessa dagli atomi di ossigeno, idrogeno e carbonio presenti nel gas e nella polvere che circondano la cometa e la seguono. Ossigeno, idrogeno, carbonio e polvere emettono fotoni di luce a specifiche lunghezze d’onda, che l’UVS ha registrato come conteggi al secondo.
UVS ha osservato questi elementi gassosi e polveri estendersi per oltre 5 milioni di km dal nucleo della cometa 3I/ATLAS. Gas e polveri sono comuni attorno alle comete attive, con code che a volte raggiungono i 10 milioni di km di lunghezza. Anche la telecamera scientifica ad alta risoluzione di JUICE, JANUS (abbreviazione di “Jovis Amorum ac Natorum Undique Scrutator” – o “Scrutatore di Giove e di tutti i suoi amori e discendenti”) ha visto 3I/ATLAS emettere gas e polvere.
Nonostante si trovi a oltre 60 milioni di km da 3I/ATLAS, JANUS rivela chiaramente la chioma in cui si nasconde il nucleo, così come due code. Una coda si estende in direzione opposta al Sole, mentre l’altra segue la traiettoria della cometa attraverso il Sistema Solare. Possiamo inoltre osservare forme più deboli all’interno della chioma e delle code che indicano vari processi e interazioni con le radiazioni, le particelle e il campo magnetico del Sole. Il team di JANUS sta attualmente studiando queste forme in modo più dettagliato. Nel complesso, JANUS dimostra che, nonostante la sua origine interstellare, la cometa 3I/ATLAS si è comportata come una tipica cometa del Sistema Solare durante un avvicinamento al Sole.
Un aiuto alle tecniche di difesa planetaria

La telecamera di navigazione di JUICE (NavCam) è stata progettata specificamente per aiutare Juice a navigare tra le lune ghiacciate di Giove dopo l’arrivo nel 2031. L’incontro con 3I/ATLAS ha permesso di fare qualcosa di unico grazie ai suoi dati. Abbiamo già utilizzato telescopi sulla Terra e nello spazio per stimare la posizione e la traiettoria della cometa 3I/ATLAS attraverso il Sistema Solare che sembra provenire dalla direzione del disco della Via Lattea e, pertanto, è probabile che si sia formata più di 10 miliardi di anni fa.
NavCam ha avuto una visuale molto più ravvicinata della cometa 3I/ATLAS, da un’angolazione diversa rispetto ai telescopi terrestri, e in momenti in cui la cometa non era visibile dalla Terra. Ciò ha permesso al team di Difesa Planetaria dell’ESA di allineare le immagini di NavCam scattate durante tutto il mese di novembre per ottenere un’idea più precisa della posizione e della traiettoria mutevoli della cometa.
In questo modo, il team – che di solito si occupa di monitorare asteroidi potenzialmente pericolosi – ha dimostrato quanto possano essere efficaci le osservazioni provenienti da missioni nello spazio profondo, come JUICE, per calcolare con precisione le orbite di comete o asteroidi che non sono immediatamente visibili dalla Terra. Inoltre, poiché la traiettoria di una cometa è leggermente influenzata dal rilascio di polvere e gas, il team sta iniziando a utilizzare le misurazioni della traiettoria basate sulle immagini di NavCam per capire quali materiali – e in quale quantità – la cometa si lascia alle spalle.
Per saperne di più
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