La crew di Artemis II si sta preparando al rientro a casa con lo splashdown finale previsto intorno alle 2 di questa notte.
Nel loro ultimo giorno intero nello spazio, l’equipaggio di Artemis II ha iniziato a prepararsi per il rientro sulla Terra, rivedendo le procedure di rientro e di ammaraggio e conducendo una manovra di correzione della traiettoria di rientro. Koch e Hansen inizieranno riponendo l’attrezzatura utilizzata durante la missione, rimuovendo le reti di protezione del carico e degli armadietti, installando e regolando i sedili dell’equipaggio per assicurarsi che tutti gli oggetti siano fissati prima del rientro sulla Terra. Nell’ambito delle attività della giornata, l’equipaggio esaminerà le ultime previsioni meteorologiche, lo stato delle squadre di recupero e la tempistica di rientro. Durante la giornata, si occuperanno anche delle operazioni post-atterraggio.
Dritti verso casa

L’accensione dei propulsori di Orion per la seconda manovra di correzione della traiettoria di rientro è stata effettuata all’1:53 di questa mattina (ora italiana), al fine di perfezionare il percorso della navicella verso la Terra. La manovra affinerà ulteriormente la traiettoria di Orion e garantirà che la navicella rimanga allineata per il rientro atmosferico. Durante la manovra, sono state esaminate le fasi della procedura e monitorati i sistemi di guida, navigazione e propulsione di Orion.
Mentre Artemis II si avvicina al rientro sulla Terra, i team della NASA a terra stanno completando gli ultimi preparativi per il rientro e l’ammaraggio di Orion, previsto intorno alle 2:07 (ora italiana) di sabato 11 aprile, al largo della costa di San Diego.
Durante il rientro, il modulo di servizio si separerà intorno all’1:33, circa 20 minuti prima che Orion raggiunga l’alta atmosfera a sud-est delle Hawaii. All’1:37, un’ultima accensione per la correzione della traiettoria affinerà il percorso di volo prima che la navicella inizi una serie di manovre di rollio per allontanarsi in sicurezza dai componenti in fase di distacco. Orion raggiungerà la sua velocità massima, circa 38.300 km/h, poco prima dell’interfaccia di rientro.
Le fasi della discesa e lo splashdown

Mentre Orion scende a circa 120 km di altitudine, la navicella entrerà in un periodo di interruzione programmata delle comunicazioni di sei minuti all’1:53, a causa della formazione di plasma attorno alla capsula durante il picco di riscaldamento. Si prevede che l’equipaggio raggiunga fino a 3,9 G in un profilo di atterraggio nominale.
Dopo essere uscita dall’oscurità, la capsula Orion sgancerà il suo vano anteriore, dispiegherà i paracadute di frenata a circa 7 km piedi alle 2:03 e poi aprirà i suoi tre paracadute principali a circa 2 km di altezza alle 2:04 per rallentare la capsula in vista dell’ammaraggio al largo della costa di San Diego.

Entro due ore dall’ammaraggio, l’equipaggio verrà estratto dalla capsula Orion e trasportato a bordo dell’USS John P. Murtha. Le squadre di recupero trasporteranno l’equipaggio con gli elicotteri e, una volta a bordo della nave, gli astronauti saranno sottoposti a controlli medici post-missione prima di tornare a terra per imbarcarsi su un aereo diretto al Johnson Space Center della NASA a Houston.
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