Dopo l’impatto con l’asteroide Dimorphos gli scienziati sono in attesa di raccogliere i dati della missione DART.

La scorsa notte la sonda DART ha impattato con successo contro l’asteroide Dimorphos nel tentativo di correggerne l’orbita. Secondo i calcoli degli scienziati l’impatto cinetico avvenuto a circa 6,6 Km/s dovrebbe aver alterato l’orbita dell’asteroide dell’1%, ovvero di 10 minuti. Per confermare questi risultati saranno necessarie diverse osservazioni che saranno realizzate nei giorni, settimane e mesi seguenti.

Ultima immagine di Dimorphos prima dell'impatto. Credit: NASA
Ultima immagine di Dimorphos prima dell’impatto. Credit: NASA

I risultati e le prossime missioni

Insieme ai dati di telemetria inviati negli ultimi istanti di DART, gli scienziati avranno a disposizione immagini e dati provenienti dal satellite LICIACube che è stato rilasciato dalla sonda nelle due settimane precedenti. Si tratta di uno strumento gestito dall’Agenzia Spaziale Italiana e realizzato dall’azienda, sempre italiana, Argotec.

L’obiettivo di LICIACube è acquisire immagini dell’impatto di DART e della risultante nuvola di materia espulsa dall’asteroide. Insieme alle immagini restituite da DART, le immagini di LICIACube hanno lo scopo di fornire una visione degli effetti della collisione per aiutare i ricercatori a caratterizzare meglio l’efficacia dell’impatto cinetico nel deviare un asteroide.

Poiché LICIACube non è dotato di un’antenna di grandi dimensioni, le immagini arriveranno sulla Terra poco per volta nei prossimi giorni.

L’asteroide Dimorphos fotografato dalla navicella DART 11 secondi prima dell’impatto. Credits:NASA/Johns Hopkins APL

Insieme a questi dati, i telescopi terrestri osserveranno lo spostamento di Dimorphos nell’arco dei prossimi mesi per stabilire con esattezza la modifica della sua orbita. Nell’ottobre del 2024 sarà invece la volta della missione HERA, realizzata dall’ESA, il cui scopo è raggiungere il sistema binario Dydimos per studiarlo e verificare con ulteriore precisione gli effetti della missione DART.

Riferimenti: NASA, ESA

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