Nelle meteoriti cadute sulla Terra, i ricercatori hanno scoperto le tracce chimiche di un asteroide vicino alla Terra mai identificato prima, che potrebbe rappresentare fino al 10% della polvere cosmica raccolta finora.

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La Terra è costantemente sotto assedio: ogni anno migliaia di tonnellate di meteoriti, precipitano sul nostro pianeta, ricoprendolo di una polvere cosmica finissima. Questi granelli nascono come detriti espulsi da asteroidi e comete e, attraversando l’atmosfera terrestre, fondono trasformandosi in minuscole sfere vetrose. All’interno di alcune di queste particelle microscopiche, un gruppo di ricercatori ha individuato l’impronta chimica di un tipo di asteroide mai osservato prima.

Un bombardamento silenzioso e invisibile

Gli scienziati definiscono l’ipotetico asteroide “scomparso” in quanto nessuna traccia dello stesso è mai stata trovata nelle collezioni di meteoriti attualmente disponibili. Lo studio, guidato dal cosmochimico Matthias Van Ginneken dell’Università del Kent, nel Regno Unito, è stato pubblicato sulla rivista Science Advances. Secondo Van Ginneken, i micrometeoriti, un campo di studio ancora agli albori, potrebbero dimostrare che una parte consistente del materiale extraterrestre manca del tutto dalle collezioni di meteoriti conosciute.

Indizi accumulati per due decenni

Il mistero affonda le radici in studi risalenti al 2005, quando alcuni micrometeoriti recuperati dai ghiacci antartici mostrarono rapporti isotopici dell’ossigeno insolitamente pesanti. Questi campioni furono classificati come “Gruppo 4”, senza però poter essere attribuiti ad alcun corpo genitore noto. Nel 2020, un nuovo studio dimostrò che anche micrometeoriti non fusi presentavano la stessa anomalia, segno che questa caratteristica proveniva direttamente dal corpo di origine e non dal riscaldamento atmosferico. Parallelamente, un’altra ricerca del 2016 aveva descritto sferule cosmiche in cui l’olivina si era spostata verso un lato della particella durante la decelerazione nell’atmosfera.

“Connettere i puntini” con le meteoriti

Van Ginneken si è chiesto se queste due anomalie (isotopi pesanti e olivina migrata) potessero appartenere allo stesso ed insolito tipo di particella. Analizzando le collezioni, il team ha scoperto che le due popolazioni si sovrapponevano quasi perfettamente. A questo si sono aggiunte altre stranezze: le particelle contenevano pochissima magnetite, un minerale comune nelle sfere cosmiche, ed erano invece straordinariamente ricche di zolfo. Il gruppo è stato battezzato SCumPo, acronimo di “sulfur-rich cumulate olivine” (olivina cumulata ricca di zolfo).

Un asteroide ricco di carbonio e mai catalogato come tale

L’assenza quasi totale di magnetite suggerisce un ambiente fortemente riducente durante l’ingresso in atmosfera, come se qualcosa avesse consumato l’ossigeno prima che potesse ossidare il ferro: un indizio che punta verso un corpo genitore ricco di carbonio. L’abbondanza di zolfo, inoltre, richiama le rarissime condriti di tipo CY, classificate solo di recente.

micrometeorite e meteoriti
Credit: Nicola Angeli/MUSE/Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0

Le simulazioni della caduta atmosferica indicano che le particelle sono entrate nell’atmosfera a velocità elevate, compatibili con la provenienza da un asteroide vicino alla Terra piuttosto che dalla fascia principale tra Marte e Giove.

Potrebbe già essere tra i 40.000 oggetti catalogati

Secondo i ricercatori, fino al 10% dell’intero registro di micrometeoriti potrebbe provenire da questo misterioso asteroide. È possibile che il corpo responsabile sia già stato individuato e catalogato tra gli oltre 40.000 oggetti vicini alla Terra conosciuti, senza che nessuno ne conoscesse ancora questa particolare composizione. Per averne la certezza servirebbe un campionamento diretto. Nel frattempo, avverte Van Ginneken, è molto probabile che altri corpi genitori “scomparsi” si nascondano ancora nelle vaste collezioni di micrometeoriti finora solo parzialmente studiate.

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