Oltre 14.000 satelliti in orbita bassa stanno inquinando il cielo notturno, rovinando le osservazioni degli astronomi. Un team dell’Università di Surrey ha testato una soluzione: rivestire i satelliti con Vantablack 310, una vernice che riflette solo il 2% della luce.

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Il cielo notturno è uno dei patrimoni più antichi dell’umanità, ma sta diventando sempre più difficile da osservare. Oltre 14.000 satelliti orbitano oggi in bassa quota, e il loro numero è in rapida crescita. La loro luminosità riflessa interferisce con le osservazioni astronomiche, creando strisce di luce che rovinano le immagini dei telescopi.

La soluzione: Vantablack 310

Un team di astrofisici dell’Università di Surrey, guidato da Astha Chaturvedi, ha testato una soluzione semplice, che consiste nel rivestire i satelliti con Vantablack 310, una delle vernici più nere mai sviluppate. Nei test di laboratorio, la vernice ha riflesso solo il 2% della luce incidente. Utilizzando modelli fisici, i ricercatori hanno simulato il comportamento di un satellite rivestito con Vantablack 310 in diverse orbite, tenendo conto di fattori come la riflettività del suolo sottostante. I risultati hanno mostrato che la vernice riduce la luminosità dei satelliti a livelli molto inferiori rispetto ai modelli non rivestiti. La soluzione è anche economicamente vantaggiosa e non richiede modifiche significative al design delle missioni.

Cielo notturno
Credit: Joshua Rozells

Un passo avanti per l’astronomia

La luminosità dei satelliti è già una minaccia concreta per la ricerca astronomica. Se la soluzione venisse adottata su larga scala, i satelliti potrebbero diventare meno invasivi e il cielo notturno potrebbe tornare a essere un patrimonio visibile a tutti, qualcosa che ormai tra inquinamento luminoso, atmosferico e satelliti, ormai da tempo sembra un ricordo lontano.

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