Astronomi svelano SPICE-RACS, la mappa dei campi magnetici cosmici più dettagliata di sempre: 5 volte più estesa di tutte le precedenti insieme.
Un consorzio internazionale guidato dal CSIRO, l’ente scientifico nazionale dell’Australia, in collaborazione con lo SKA Observatory, ha diffuso quella che è a oggi la mappa più ampia e precisa mai costruita dei campi magnetici del cosmo. Il progetto, denominato SPICE-RACS, copre un’area cinque volte più estesa rispetto a tutte le mappe realizzate in precedenza messe insieme, e viene descritto dal CSIRO come l’avvio di una nuova stagione di studi dedicati al magnetismo su scala intergalattica.

Una forza invisibile ma onnipresente
I campi magnetici attraversano l’intero universo e condizionano il movimento delle particelle che danno origine a pianeti, stelle e galassie. Le loro origini restano tuttora sconosciute, ma la loro presenza è documentata ovunque: dal campo magnetico terrestre, che orienta bussole e uccelli migratori, fino alle regioni più remote dello spazio profondo. L’intensità di questi campi cambia radicalmente da un contesto all’altro: nei pressi di oggetti estremamente compatti, come stelle di neutroni e buchi neri, può risultare migliaia di miliardi di volte superiore a quella terrestre.
Come nasce la mappa dei campi magnetici?
Il metodo alla base di SPICE-RACS sfrutta un principio fisico noto: quando la luce proveniente da una galassia lontana attraversa un campo magnetico subisce una lieve torsione. Si tratta di una conseguenza diretta della natura elettromagnetica della luce stessa. Osservando questo effetto con ASKAP, il radiotelescopio più potente d’Australia, gli scienziati sono riusciti a ricostruire l’orientamento dei campi magnetici incontrati dalla luce lungo il suo cammino verso la Terra.
Nella mappa, il colore rosso segnala campi magnetici rivolti verso di noi, mentre il colore blu indica campi orientati in direzione opposta, secondo una logica simile a quella dei poli di una bussola. Buona parte delle forme a spirale e a bolla visibili appartiene alla Via Lattea.
Diciassette anni di attesa
Prima di questo risultato, l’ultima grande mappa dei campi magnetici cosmici era stata realizzata nel 2009 e non aveva mai ricevuto un vero aggiornamento, limitando per quasi due decenni la portata delle domande a cui gli astronomi potevano rispondere. Il nuovo traguardo nasce dall’incontro tra due survey: POSSUM, dedicata specificamente allo studio del magnetismo cosmico, e RACS, che ha già catalogato circa 4 milioni di galassie distanti, due milioni delle quali osservate per la prima volta. Incrociando questi dati, il team di ricerca ha selezionato 350.000 galassie idonee a misurare la polarizzazione della luce, riuscendo così a tracciare i campi magnetici presenti nello spazio che le separa da noi.

Uno sguardo al futuro
I dati raccolti sono già disponibili per l’intera comunità scientifica internazionale e stanno dando impulso a nuove linee di ricerca in diversi paesi. Le osservazioni del progetto POSSUM proseguiranno fino al 2030: una mappa magnetica ancora più definita permetterà di spingere lo sguardo più indietro nella storia dell’universo, avvicinando gli scienziati alla comprensione di come i campi magnetici cosmici siano nati e di come si siano trasformati nel corso dei miliardi di anni trascorsi dal Big Bang.
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