Grazie ai dati del satellite Gaia è stata scoperta una nuova galassia antenata in fusione con la Via Lattea.

La nostra galassia, la Via Lattea, ha iniziato a formarsi circa 12 miliardi di anni fa. Da allora, è cresciuta sia in massa che in dimensioni attraverso una sequenza di fusioni con altre galassie antenate. Ma questo processo non è ancora terminato e, utilizzando i dati della sonda spaziale Gaia dell’ESA, gli astronomi sono riusciti a vederlo in corso. Questo a sua volta ha permesso di ricostruire la sua storia, svelando l’albero genealogico delle galassie più piccole che hanno contribuito a rendere la Via Lattea quello che è oggi.

L’ultima ricerca su questo argomento proviene dal Max-Planck-Institut für Astronomie, Heidelberg, in Germania, dove gli scienziati hanno analizzato i dati, basati sulla prima versione del terzo rilascio dei dati di Gaia (EDR3), alla ricerca dei resti di galassie più piccole che si sono fuse con la nostra. Queste antenate galattiche si trovano nel cosiddetto alone della Via Lattea, che circonda il disco delle stelle più giovani e il luminoso bulbo centrale delle stelle più vecchie.

Via Lattea
Questa immagine mostra la Via Lattea vista da Gaia. I quadrati rappresentano la posizione degli ammassi globulari, i triangoli la posizione delle galassie satelliti e i piccoli punti sono flussi stellari. I punti e i quadrati in viola sono oggetti portati nella Via Lattea dalla fusione con la galassia antenata del Ponto. Credits: ESA/Gaia/DPAC

Una fusione di galassie

Quando una galassia esterna viene catturata dalla nostra, grandi forze gravitazionali note come forze di marea la separano. Se questo processo procede lentamente, le stelle della galassia in fusione formeranno un vasto flusso stellare che può essere facilmente distinto all’interno dell’alone. Al contrario, se il processo procede rapidamente, le stelle della galassia in fusione saranno più sparse e sarà difficile distinguerle con chiarezza.

Ma una galassia in fusione potrebbe contenere più di semplici stelle. Potrebbe anche essere circondato da una popolazione di ammassi globulari e piccole galassie satelliti.

Il team si è quindi concentrato a cercare questo genere di oggetti nei dati di Gaia studiando 170 ammassi globulari, 41 flussi stellari e 46 piccole galassie satelliti della Via Lattea. Tracciandoli in base alla loro energia e alla loro quantità di moto, è emerso che il 25% di questi oggetti può essere suddiviso in sei gruppi distinti. Ogni gruppo rappresenta una fusione di una galassia antenata avvenuta con la Via Lattea. E ci sono anche le tracce di una possibile settima fusione.

Cinque erano stati precedentemente identificati nei tracciamenti delle stelle. Sono conosciuti come Sagittarius, Cetus, Gaia-Sausage/Enceladus, LMS-1/Wukong e Arjuna/Sequoia/I’itoi. Ma il sesto è stato un evento di fusione appena identificato. La squadra lo ha chiamato Pontus, che in greco significa “mare”. Nella mitologia greca Pontus (in italiano Ponto) è il nome di uno dei primi figli di Gaia, la dea della Terra.

Via Lattea
Via Lattea. Credit: ESO

Basandosi sul modo in cui Ponto è stato distrutto dalla Via Lattea, i ricercatori stimano che probabilmente sia stato catturato nella Via Lattea da otto a dieci miliardi di anni fa. In questo periodo probabilmente si sono verificati anche quattro degli altri cinque eventi di fusione. Ma il sesto evento, il Sagittario, è più recente. Potrebbe essere caduto nella Via Lattea negli ultimi cinque o sei miliardi di anni. Di conseguenza, la Via Lattea non ha avuto ancora il tempo di fonderlo completamente.

Poco per volta gli astronomi stanno mettendo insieme la storia della fusione della Via Lattea con le sue galassie antenate e i dati di Gaia si stanno rivelando fondamentali. Il 13 giugno 2022 la missione Gaia rilascerà il suo terzo data release ufficiale che fornirà informazioni ancora più dettagliate sul passato, presente e futuro della nostra galassia.

Riferimenti:

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