Lo strumento Juno Waves ha “ascoltato” le emissioni radio dell’immenso campo magnetico di Giove per trovare le loro posizioni precise

Giove ha il campo magnetico più grande e potente di tutti i pianeti del nostro sistema solare, con una forza circa 20.000 volte più forte di quello della Terra. Il vento solare, flusso di particelle elettricamente cariche, soffia costantemente dal Sole e, a seconda della forza, il campo magnetico di Giove può estendersi fino a 3,2 milioni di km verso il Sole e per più di 965 milioni di km lontano dal sole, fino a raggiungere l’orbita di Saturno.

Giove possiede 80 satelliti naturali in orbita attorno ad esso, alcuni dei quali di grandi dimensioni, e di conseguenza all’interno del suo campo magnetico. Io è la luna più vicina e con oltre 300 vulcani attivi è l’oggetto geologicamente più attivo del sistema solare. Questi vulcani rilasciano insieme una forte quantità di materiale (gas e particelle) nello spazio intorno a Giove. Parte di questo materiale si divide in ioni ed elettroni elettricamente carichi, e viene rapidamente catturato dal campo magnetico di Giove. Quando percorrono lo spazio, questi elettroni generano onde radio ‘’decametriche’’ (DAM). Lo strumento Juno Waves è in grado di poter ‘’ascoltare’’ queste emissioni radio generate dagli elettroni.

Giove
Le linee multicolori in questa immagine concettuale rappresentano le linee del campo magnetico che collegano l’orbita di Io con l’atmosfera di Giove. Credit: NASA/GSFC/Jay Friedlander

L’origine delle onde radio

I ricercatori grazie ai dati della sonda Juno della NASA hanno scoperto cosa scatena le potenti emissioni radio all’interno dell’enorme campo magnetico di Giove. Studiando i dati di Juno Waves si è potuto identificare i luoghi precisi dove queste emissioni radio hanno avuto origine. Sono luoghi dove le condizioni sono ottimali per generarle: hanno la giusta forza e la giusta densità di elettroni. Secondo Yasmina Martos del GSFC (NASA) le emissioni radio probabilmente sono costanti, ma Juno deve essere nel posto giusto per ‘’ascoltarle’’.

Quei dati hanno permesso al team di calcolare anche l’energia degli elettroni che generano le onde radio, ed era molto più di alto di quanto stimato in precedenza, fino a 23 volte superiore. Inoltre non è detto che queste provengano necessariamente da una luna vulcanica, potrebbero anche provenire dal Sole come parte del vento solare.

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