Un team internazionale di scienziati ha identificato tre galassie grandi quasi quanto la Via Lattea, risalenti al primo miliardo di anni dopo il Big Bang.

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Un team internazionale di scienziati ha identificato tre galassie ultra-massicce, grandi quasi quanto la Via Lattea e risalenti al primo miliardo di anni dopo il Big Bang. Pubblicati su Nature, i risultati dello studio indicano che le stelle nell’Universo primordiale crescevano molto più rapidamente di quanto si pensasse in precedenza, sfidando gli attuali modelli sulla formazione galattica. Questa sorprendente scoperta è stata fatta grazie al telescopio spaziale James Webb, che utilizza lo spettrografo NIRCam/grism per misurare con precisione le distanze e le masse stellari delle galassie.

Giovani ma incredibilmente massicce

Il professor Ivo Labbé della Swinburne University of Technology è l’autore principale dello studio. Ha spiegato che “la questione delle galassie ‘impossibilmente’ massicce subito dopo il Big Bang tormenta gli astronomi fin dalle prime immagini del James Webb”. “È come trovare un bambino che pesa 100 kg. Il JWST ha ora dimostrato che ce ne sono di incredibilmente massicce nell’Universo primordiale”. Sono state chiamate “mostri rossi” a causa del loro alto contenuto di polvere, che conferisce loro un iconico aspetto rosso nelle immagini del James Webb.

Come si formano le galassie

Nel modello “gerarchico” di formazione delle galassie, queste ultime si formano gradualmente all’interno di grandi aloni di materia oscura. Gli aloni di materia oscura catturano il gas (atomi e molecole) in strutture legate gravitazionalmente dove si formano le stelle. In genere, solo il 20 percento di questo gas viene convertito in stelle. Queste scoperte mettono in discussione questa visione, rivelando che le galassie massicce nell’Universo primordiale potrebbero essere state molto più efficienti nel formare stelle rispetto alle loro controparti successive, crescendo molto più rapidamente di quanto si pensasse in precedenza. Non c’è dubbio che serviranno ulteriori approfondimenti per saperne di più su queste galassie dalla massa “impossibile”.

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