Il mondo ha appena vissuto il gennaio più caldo mai registrato: lo ha detto l’Organizzazione meteorologica mondiale (OMM), citando i dati elaborati dal servizio Copernicus dell’Onu

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Quello appena trascorso è stato il gennaio più caldo mai registrato. Gli scienziati si aspettavano che il fenomeno climatico La Niña, proveniente dal Pacifico tropicale, rallentasse quasi due anni di temperature record. Invece no. A gennaio 2025 le temperature sono state di 1,75 gradi Celsius superiori al livello preindustriale e di 0,79 °C superiori alla media del periodo 1991-2020. I dati di gennaio sono stati “sorprendenti” anche per gli esperti di cambiamenti climatici di Copernicus, il servizio europeo sui cambiamenti climatici, i quali hanno evidenziato che è stato il 18° mese degli ultimi 19 in cui la temperatura media globale dell’aria in superficie è stata di oltre 1,5°C superiore al livello preindustriale.

È ufficiale: è stato il gennaio più caldo mai registrato

L’andamento delle temperature confrontate con la media 1850-1900. Crediti: Copernicus.

Bill McGuire, professore emerito che si è occupato dei rischi geofisici e climatici presso l’UCL, ha spiegato che i dati di gennaio sono stati “sia sorprendenti che, francamente, terrificanti”, aggiungendo: “Sulla base delle inondazioni di Valencia e degli incendi apocalittici di Los Angeles, non credo che ci possano essere dubbi sul fatto che sia arrivato un pericoloso, onnipervasivo crollo climatico. Eppure le emissioni continuano ad aumentare”.

La temperatura dei mari

Copernicus ha anche scoperto che l’Europa ha vissuto il secondo gennaio più caldo di sempre, nonostante temperature inferiori alla media in Islanda, Regno Unito, Irlanda, Francia settentrionale e parti della Scandinavia. La temperatura media della superficie del mare a livello mondiale è stata di 20,78 °C, il secondo valore più alto mai registrato dopo gennaio dell’anno scorso. Sebbene il Pacifico equatoriale centrale fosse più freddo, le temperature erano “insolitamente alte in molti altri bacini oceanici e mari”, hanno affermato gli scienziati.

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Immagine di copertina credit Jason Blackeye (Unsplash)