Scoperto il flusso di gas surriscaldato più vasto dell’universo. Un getto (causato da un buco nero) che oscilla come una trottola sta svuotando VV 340a, bloccando la nascita di nuove stelle
Un buco nero supermassiccio può decretare la morte di una galassia intera. La teoria lo prevedeva da tempo, ma ora il James Webb Telescope ha osservato il meccanismo in azione su una scala che non ha precedenti. Come riportato in un nuovo studio pubblicato su Science, si tratta di un getto di plasma che sta letteralmente sterilizzando VV 340a, una galassia a circa 450 milioni di anni luce dalla Terra.
La scoperta, firmata dagli astronomi della UC Irvine, ridefinisce i limiti di questi fenomeni. Solitamente i getti di gas restano confinati vicino al nucleo, quello individuato qui è trenta volte più esteso della norma, paragonabile addirittura all’intero diametro di una galassia nana.
Il buco nero
La causa di questa anomalia è la “precessione”: il buco nero non spara la materia in linea retta, ma oscilla sul proprio asse, disperdendo l’energia su un’area vastissima, con un movimento a spirale. L’ipotesi più valida è che questa instabilità derivi da una violenta interazione gravitazionale: VV 340a, infatti, si sta scontrando con una galassia compagna, questo potrebbe essere la causa del disallineamento del disco di accrescimento del buco nero.

10 quintilioni di bombe al secondo
Il risultato è un “feedback negativo”: il getto sta espellendo l’equivalente di 19 soli di massa gassosa ogni anno. Senza quel gas freddo, la materia prima per creare nuove stelle viene a mancare. Quello che vediamo oggi non è solo un record, ma uno dei quadri fisici più chiari (anche se restano da capire le tempistiche esatte del fenomeno) di come una galassia possa finire “affamata” dal suo stesso cuore.
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