In un post su Twitter l’astronauta italiana mostra ciò che resta del Mare di Aral, fra Kazakistan e Uzbekistan. Gli effetti del cambiamento climatico lo hanno prosciugato.

Di ambiente e cambiamento climatico ci sentite spesso discutere nei nostri articoli. Oggi, però, anche Samantha Cristoforetti si inserisce nel dibattito postando una foto molto eloquente dalla Stazione Spaziale Internazionale. Nello scatto, che vi mostriamo qui sotto, si vede ciò che resta del Mare di Aral, tra Kazakistan e Uzbekistan. Nel post l’astronauta italiana spiega che “era un grande lago salato, ma la siccità e l’uso dell’acqua per l’irrigazione ne hanno causato la riduzione. Ora è diviso in piccoli laghi e alcune parti sono addirittura completamente prosciugate”.

Samantha Cristoforetti e la foto del Mare di Aral: “Completamente prosciugato”

È il simbolo di uno dei più gravi disastri ecologici della storia del nostro pianeta. Con i suoi 68mila chilometri quadrati, era il quarto lago più grande del mondo per estensione, ma la sua grandezza si sta riducendo sempre di più a causa del cambiamento climatico.

Una delle cause principali di questo prosciugamento è la diminuzione della portata d’acqua dai suoi fiumi principali, l’Amu Darya e il Syr Darya. I due flussi d’acqua, infatti, furono deviati dai sovietici negli anni ’70 per irrigare le piantagioni di cotone. L’acqua non è stata più in grado di compensare l’evaporazione del lago, che tra l’altro si trova in uno dei luoghi più aridi del pianeta.

In più, ciò che resta è inquinato dall’uso di pesticidi e diserbanti. Un vero e proprio collasso, insomma, che ci porta alla foto postata in questi giorni da Samantha Cristoforetti. Visto da vicino, il Mare d’Aral mostra un paesaggio degno dei migliori film post-apocalittici e il cambiamento climatico in atto impedisce qualsiasi speranza di possibile ripresa.

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Il Mare di Aral. Credit: Twitter/AstroSamantha

Riferimenti: Twitter/AstroSamantha

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