Lo sviluppo di tecnologie di gravità quantistica potrebbe un giorno permetterci di creare un universo “bambino”. Ecco tutto quello che sappiamo.

Uno dei più grandi misteri che riguardano l’universo è capire cosa c’era prima del Big Bang. Quasi un secolo fa Albert Einstein cercò alternative al modello stazionario del Big Bang, poiché il tempo non poteva aver avuto un “inizio”. Non era soddisfacente dal punto di vista filosofico e scientifico. Di teorie sull’origine del tempo e dell’universo stesso ce ne sono a bizzeffe: alcune sostengono che l’universo sia nato da fluttuazioni del vuoto, o che esistano svariati universi (il fantomatico multiverso) nati dalla morte dell’universo precedente. Ultima e non ultima la teoria secondo la quale tutto sarebbe emerso dal collasso della materia all’interno di un buco nero. Ma c’è un’altra possibilità che non era stata ancora analizzata per bene: il nostro universo potrebbe essere stato creato in laboratorio da una civiltà tecnologicamente più avanzata.

L’universo è stato creato in laboratorio? Credit: pixabay

Universo creato in laboratorio: perché sì, perché no

Dal momento che il nostro universo ha una forma piatta e un’energia totale nulla, una civiltà avanzata potrebbe aver sviluppato una tecnologia che gli ha permesso di creare dal nulla un universo attraverso un tunnel quantistico. Potrebbe essere la teoria che unisce i due grandi pilastri della fisica: relatività e meccanica quantistica. Una civiltà più avanzata tecnologicamente potrebbe aver trovato quella teoria del tutto che i nostri fisici cercano da anni. Se ciò fosse vero, non solo spiegherebbe l’origine dell’universo, ma ci darebbe la possibilità di crearne uno noi stessi, in un futuro ancora molto lontano. In altre parole, potrebbero esserci ragazzi più intelligenti di noi nel nostro blocco di universo: sarebbero i “motori” del processo di selezione darwiniano cosmico. Noi, al contrario, non potremmo ancora accedere alla creazione delle condizioni cosmiche che hanno portato alla nostra esistenza.

Secondo alcuni scienziati, siamo la cosiddetta civiltà di classe C, poiché non siamo nemmeno in grado di ricreare le condizioni abitabili del nostro pianeta per quando il Sole morirà. Peggio, potremmo perfino essere etichettati come civiltà di classe D, dato che stiamo distruggendo con noncuranza l’habitat naturale della Terra. Una civiltà di classe B, invece, potrebbe regolare le condizioni del suo ambiente circostante, in modo che siano indipendenti dalla sua stella ospite. Una civiltà di classe A potrebbe essere in grado di ricreare le condizioni cosmiche che hanno dato origine alla sua esistenza, ovvero riprodurre un universo “bambino” in un laboratorio. Per il momento, però, non abbiamo prove che le cose stiano davvero così.

Riferimenti: Scientific American

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