È la dimostrazione di come l’universo primordiale sia riuscito a produrre veri e propri mostri cosmici, perfino in galassie relativamente piccole.

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Fare un pisolino dopo aver mangiato troppo è un dilemma che molti di noi saranno fortunati ad affrontare il giorno di Natale. Nuove ricerche hanno dimostrato che, miliardi di anni fa, anche alcuni dei primi buchi neri dovevano fare un “pisolino” dopo aver “mangiato” troppo. Grazie al telescopio spaziale James Webb, gli astronomi hanno individuato un buco nero supermassiccio “dormiente” che esisteva solo 800 milioni di anni dopo il Big Bang. Questo mostro cosmico si è “assopito” dopo un pasto particolarmente grande di gas e polvere galattici.

Cosa sappiamo del buco nero

Due buchi neri binari si scontrano nell’universo primordiale per creare un buco nero supermassiccio ancora più grande. Crediti: NASA

Il buco nero ha una massa pari a circa 400 milioni di volte quella del Sole ed è il più massiccio osservato dal James Webb nell’universo primordiale. La scoperta, pubblicata sulla rivista Nature, complica ulteriormente il mistero di come i buchi neri supermassicci siano diventati così massicci e così rapidamente nell’universo primordiale. Pensate che ha una massa che equivale a circa il 40% della massa della sua galassia ospite.

Sta divorando gas a un ritmo particolarmente lento

Da un buco nero del genere gli scienziati si aspetterebbero che si nutrisse “voracemente” e che di conseguenza crescesse sempre di più. Eppure questo mostro cosmico sta divorando gas a un ritmo particolarmente lento, circa un centesimo del limite massimo di accrescimento possibile per un buco nero di queste dimensioni. “È possibile che i buchi neri nascano già grandi, il che potrebbe spiegare perché il James Webb abbia individuato enormi buchi neri nell’universo primordiale“, ha spiegato Roberto Maiolino, ricercatore del Kavli. “Ma un’altra possibilità è che attraversino periodi di iperattività, seguiti da lunghi periodi di dormienza“.

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