Sirio, Procione e Betelgeuse dominano le notti invernali da millenni. Viste dalla Terra sembrano vicine ma in realtà non hanno nessun legame, e raccontano tre storie molto diverse su come finiscono le stelle.
Il punto di partenza è Orione, la costellazione più riconoscibile del cielo invernale. Individuando le tre stelle della cintura e seguendo la linea verso il basso, la prima stella brillante che si incontra è Sirio, la più luminosa dell’intero cielo notturno. Spostando poi lo sguardo a sinistra c’è Procione, isolata e chiara, chiudendo il triangolo e risalendo verso la spalla destra di Orione, la sfumatura rossastra ben visibile è invece Betelgeuse.
Il triangolo che le tre formano è un asterismo, ovvero un raggruppamento visivo come il Grande Carro o la Croce del Sud: una geometria che esiste solo dalla nostra prospettiva, senza che le tre stelle abbiano alcun legame fisico reale tra loro.
Tre storie diverse
Sirio è la stella guida della costellazione del Cane Maggiore ed è la più luminosa del cielo per due ragioni: è intrinsecamente brillante ed è anche molto vicina, a poco più di 8 anni luce. Ha una compagna quasi invisibile, Sirio B, una nana bianca osservata per la prima volta nel 1862, che è quello che rimane di una stella massiccia dopo che ha esaurito il carburante ed è collassata su se stessa.
Procione
Procione racconta una storia molto più vicina a noi. Ha una massa simile a quella del Sole ma si trova in una fase evolutiva più avanzata, dato che sta terminando l’idrogeno nel nucleo e tra qualche miliardo di anni inizierà a gonfiarsi, aumentando di volume e luminosità prima di spegnersi. Osservarla oggi è come guardare il Sole nel suo futuro lontano. Betelgeuse è invece ben diversa da entrambe. È una supergigante rossa talmente grande che se fosse al centro del Sistema Solare inghiottirebbe la Terra senza difficoltà, e a differenza del Sole, la sua fine sarà una supernova, un’esplosione visibile dalla Terra anche di giorno.
Betelgeuse e la sua futura esplosione
Negli ultimi anni si è discusso molto di una possibile esplosione imminente, ma gli studi più recenti indicano che ci vorranno ancora almeno centomila anni. Il Triangolo Invernale è una figura che l’essere umano ha disegnato nel cielo per orientarsi, ma le stelle che lo compongono esistevano miliardi di anni prima che qualcuno le collegasse con una linea immaginaria, e continueranno a bruciare, ciascuna secondo la propria storia, molto dopo che quella linea sarà dimenticata.
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