L’impatto è stato scoperto per primo da un astrofilo brasiliano appassionato di fotografia planetaria: José Luis Pereira. Questa è la notizia. Ora vediamo di fare un po’ di chiarezza (trovate il video all’interno dell’articolo)

Forse avrete già letto la notizia in giro: nella notte del 13 settembre sul pianeta Giove è precipitato un asteroide o una piccola cometa, generando un brillante flash di luce della durata inferiore al secondo. L’evento è stato scoperto per primo da un astrofilo brasiliano appassionato di fotografia planetaria: José Luis Pereira. Questa è la notizia. Ora vediamo di fare un po’ di chiarezza.

1) 𝐂𝐨𝐬𝐚 è 𝐬𝐮𝐜𝐜𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨?

Un piccolo asteroide, o una cometa, ha impattato contro il pianeta Giove e l’impatto è stato osservato in diretta.

2) 𝐐𝐮𝐢𝐧𝐝𝐢 𝐥𝐚 𝐧𝐨𝐭𝐢𝐳𝐢𝐚 è 𝐯𝐞𝐫𝐚? 𝐏𝐨𝐬𝐬𝐨 𝐟𝐢𝐝𝐚𝐫𝐦𝐢?

Sì, la notizia è veritiera perché l’evento è stato osservato da diversi appassionati di astronomia. Ci sono foto e video, già disponibili su youtube (questo è dello scopritore):

3) 𝐐𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨?

Alle 00:39 ora locale del 14 settembre, ovvero nella notte tra il 13 e il 14. Se avete dei video di Giove, fatti attraverso qualsiasi telescopio, a quell’ora, controllateli perché potreste aver ripreso l’evento, visto che è stato abbastanza luminoso.

4) 𝐂𝐨𝐬𝐚 è 𝐚𝐜𝐜𝐚𝐝𝐮𝐭𝐨 𝐚 𝐆𝐢𝐨𝐯𝐞?

Risposta breve: niente! Addirittura, dopo il lampo di luce dovuto all’impatto non si sono nemmeno avvistati i segni lasciati nelle nubi del gigante gassoso. Questo fa intuire che il corpo celeste fosse probabilmente piccolo (poche decine di metri di diametro). A un pianeta 11 volte più grande della Terra uno scontro del genere non fa nemmeno il solletico.

Impatto su Giove
Impatto su Giove. Credit: José Luis Pereira

5) 𝐐𝐮𝐚𝐧𝐭𝐨 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐟𝐫𝐞𝐪𝐮𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐢 𝐞𝐯𝐞𝐧𝐭𝐢?

Più di quanto si creda: in media se ne osserva uno ogni due anni, ma potrebbero essere ben più frequenti. Giove è il pianeta più massiccio del Sistema Solare e per questo attira su di sé gran parte degli oggetti che osano sfidare la sua enorme forza di gravità. In pratica, Giove è un potente e prezioso parafulmine per asteroidi e comete. Una buona notizia per gli altri pianeti, soprattutto per quella biglia azzurra chiamata Terra dove vive una specie molto fragile e (a volte) intelligente.

6) 𝐌𝐚 𝐆𝐢𝐨𝐯𝐞 𝐧𝐨𝐧 è 𝐮𝐧 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐞𝐭𝐚 𝐠𝐚𝐬𝐬𝐨𝐬𝐨? 𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡é 𝐩𝐚𝐫𝐥𝐢 𝐝𝐢 𝐢𝐦𝐩𝐚𝐭𝐭𝐨?

Sì, Giove è fatto di gas ma quando un oggetto esterno entra nella sua atmosfera a centinaia di migliaia di chilometri l’ora si genera un vero e proprio impatto con gli strati atmosferici più esterni. È lo stesso principio che qui sulla Terra produce il fenomeno delle meteore, o stelle cadenti. Naturalmente su Giove non si formano crateri da impatto per la mancanza di una superficie solida, ma a volte si possono generare dei disturbi nella circolazione atmosferica locale che possono durare per diverse settimane, a seconda di quanto è stato violento l’impatto (cercate in google “Shoemaker Levy 9 impact on jupiter” e capirete cosa può fare una serie di oggetti di circa 1 km di dimetro).

7) 𝐄 𝐬𝐞 𝐟𝐨𝐬𝐬𝐞 𝐜𝐚𝐩𝐢𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐬𝐮𝐥𝐥𝐚 𝐓𝐞𝐫𝐫𝐚?

Al nostro pianeta non sarebbe successo niente, supponendo che il corpo celeste fosse al massimo di un centinaio di metri di diametro, ma con un pizzico di sfortuna avrebbe potuto distruggere una città di medie dimensioni. 😎

8) 𝐒𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐢𝐧 𝐩𝐞𝐫𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨?

Se la domanda è generica, la risposta non la so. Se ci riferiamo a eventuali impatti: no, almeno per il momento. Finché vediamo questi eventi su Giove significa che il parafulmine continua a fare il suo lavoro. Al momento non ci sono asteroidi conosciuti di grandi dimensioni in grado di rappresentare una minaccia nel medio periodo (50-100 anni). E quelli che ancora non conosciamo? Questo è un buon motivo per finanziare di più la ricerca astronomica.

9) 𝐐𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐬𝐢 𝐯𝐞𝐫𝐢𝐟𝐢𝐜𝐡𝐞𝐫à 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐬𝐬𝐢𝐦𝐨 𝐢𝐦𝐩𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐬𝐮 𝐆𝐢𝐨𝐯𝐞?

Non lo sappiamo, ma potreste essere voi a scoprirlo: serve un telescopio motorizzato, una camera planetaria economica e la fortuna di assistere a questo evento mentre stiamo registrando un video, magari tra una nuvola e l’altra.

10) “𝐄 𝐭𝐮 𝐧𝐨𝐧 𝐥’𝐡𝐚𝐢 𝐨𝐬𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚𝐭𝐨?”

Non mettete il dito nella ferita fresca: quella sera ho chiuso il telescopio 10 minuti prima perché c’era troppa turbolenza. In foto: l’immagine di José Luis Pereira estrapolata dal video che ha catturato in cui si vede il momento dell’impatto.

Vi segnaliamo il libro di approfondimento: Conoscere, capire, esplorare il Sistema Solare di Daniele Gasparri

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