A quanto ammontano sono le scorte di ossigeno e acqua e sulla Stazione Spaziale Internazionale? E ogni quanto arrivano i rifornimenti per gli astronauti? Cerchiamo di capirlo insieme.

Una delle domande che ci fate più di frequente nei commenti riguarda le scorte e i rifornimenti per gli astronauti sulla Stazione Spaziale Internazionale. Partiamo dal presupposto che la stazione orbitante ha tutto ciò che serve ai cosmonauti per sopravvivere diversi mesi nello spazio, dal cibo, all’acqua, all’ossigeno ovviamente. Per quanto riguarda gli alimenti, vi consiglio di leggere il nostro approfondimento su cosa mangiano gli astronauti nello spazio (lo potete trovare qui), vi basti sapere che il cibo ha una shelf-life di 18-24 mesi e viene spedito sulla Iss settimane prima dell’arrivo degli astronauti in orbita. Discorso diverso per acqua e ossigeno.

Samantha Cristoforetti sulla Stazione Spaziale Internazionale. Credit: ESA

Quanto ossigeno e acqua ci sono sulla Stazione Spaziale Internazionale

Gran parte dell’ossigeno prodotto nella Stazione Spaziale Internazionale deriva da uno specifico processo chiamato elettrolisi. In sostanza si usa l’elettricità acquisita dai pannelli solari per separare letteralmente idrogeno e ossigeno che compongono l’acqua dei serbatoi. Si fa passare la corrente attraverso l’acqua, gli atomi si separano ricombinandosi in forma gassosa. L’idrogeno residuo viene fatto defluire nello spazio, ma la NASA starebbe pensando a macchinari per produrre acqua e metano.

Regolarmente, poi, sulla Iss attraccano cargo carichi di rifornimenti. In genere il carico pesa circa 3,5 tonnellate fra materiali e pezzi di ricambio. Sono gli stessi astronauti a bordo della stazione orbitante a manovrare i bracci robotici per far entrare le capsule. Completate le manovre di aggancio, gli astronauti svolgono poi le operazioni necessarie ad aprire i portelli e trasferire i materiali nel modulo pressurizzato.

Questi veicoli cargo portano anche acqua, sì, in taniche da 400 litri, prelevata dal Pian del Mussa di Venaria e dalla centrale di Grugliasco. Certo è che nello spazio si cerca anche di riciclare il più possibile. A bordo della Iss ci sono due sistemi di recupero e potabilizzazione dell’acqua. Il primo filtra e purifica il vapore acqueo del respiro e del sudore degli astronauti. Il secondo prevede di riciclare l’urina. Sì, attraverso l’Urine Processing Assembly, da cui si ottiene acqua potabile dopo un ulteriore trattamento nel Water Recovery System. Qui sotto un video molto eloquente.

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