Durante la diretta del 6 aprile 2026 un barattolo da 450 grammi di Nutella ha fluttuato per quattro secondi nella capsula Orion. Nessuna pubblicità occulta, solo il bisogno di sentirsi a casa

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Il 23 marzo 1965 John Young tirò fuori dalla tasca della tuta un panino con carne in scatola comprato due giorni prima in una tavola calda di Cocoa Beach. Lo offrì a Gus Grissom mentre volavano su Gemini 3, ma a gravità zero il panino si sbriciolò. Le briciole volarono dappertutto, rischiando di infilarsi nei circuiti elettrici. Il Congresso americano andò su tutte le furie. Da allora, ogni grammo di cibo nello spazio è approvato e termostabilizzato, oppure, come su Artemis II, basta comprarlo al supermercato (purché il contenitore non sia di vetro), ecco la Nutella.

I quattro secondi di diretta

Il 6 aprile 2026, a oltre 250.000 miglia dalla Terra, la telecamera interna di Orion ha inquadrato un barattolo di Nutella da 450 grammi che fluttuava dolcemente. La clip è diventata virale. La Ferrero ha subito scritto su X di essere “onorata di aver viaggiato più lontano di qualsiasi altra crema da spalmare”. Puntualmente sono però arrivate le accuse di pubblicità occulta, ma un contratto tra la NASA e una multinazionale per una missione lunare non è sicuramente una cosa che passa in silenzio.

Nessun accordo commerciale

L’agenzia ha smentito poche ore dopo, spiegando che non ci sono partnership commerciali ufficiali. Negli USA la Nutella si vende in barattoli di plastica PET riciclabile, non può dunque nè rompersi nè danneggiare i circuiti. I quattro astronauti l’hanno portata da soli. A centinaia di migliaia di chilometri dalla Terra, anche chi è addestrato al rigore assoluto cerca qualcosa che gli ricordi la “cucina” di casa (la nostra stavolta). Vi lasciamo qui il video, ricondiviso su Youtube dal Quotidiano Nazionale:

Per saperne di più:

  • Consulta il sito della NASA