La costante G fissa l’intensità della forza di gravità. Dovrebbe essere uguale in tutto l’universo, ma quando i fisici la misurano in laboratori diversi ottengono risultati leggermente diversi. La discrepanza è piccola ma persistente, e nessuno ha ancora una spiegazione

Advertisement

Isaac Newton formulò la legge di gravitazione universale nel 1687. Due corpi si attraggono con una forza proporzionale alle loro masse e inversamente proporzionale al quadrato della distanza. La costante G è il numero che completa l’equazione, e dovrebbe essere la stessa ovunque nell’universo. Il problema è che G è la costante fondamentale peggio misurata di tutte. Vediamo il problema legato alla costante di gravità.

Le discrepanze persistenti

Se un fisico misura G nel suo laboratorio, ottiene un numero. Se un altro fisico, in un laboratorio diverso, fa la stessa misura, ottiene un numero leggermente diverso. Le differenze sono piccolissime, dell’ordine di qualche decimillesimo, ma sono troppo grandi per essere spiegate con gli errori strumentali. Per decenni i ricercatori hanno pensato che il problema fosse tecnico, dovuto alla difficoltà di misurare una forza così debole. Ma dopo anni di perfezionamenti, le discrepanze non sono mai diminuite.

L’ipotesi delle variazioni

Negli anni ’80 ci furono persino misure che davano variazioni periodiche di G in relazione alla posizione del Sole. La maggior parte dei fisici ha sempre considerato quelle anomalie come errori sperimentali, ma la possibilità che G possa variare nello spazio o nel tempo non è mai stata esclusa del tutto.

Gravità

Alcuni modelli teorici, come la teoria delle stringhe, prevedono proprio piccole variazioni delle costanti fondamentali a seconda della posizione. La comunità scientifica resta divisa. G potrebbe essere meno costante del suo nome, e questo basterebbe a rivoluzionare la fisica. Oppure potrebbe essere solo un errore di misura che nessuno è ancora riuscito a eliminare. In entrambi i casi, la risposta è lontana.

Fonte consultata: