Ex funzionari del governo e militari hanno parlato dei famosi oggetti volanti non identificati, ma il Pentagono smentisce.
Il messaggio è chiaro: “Non siamo soli, il mondo deve sapere”. Questo, in breve, il senso dell’audizione sugli UFO al Congresso Usa di cui vi avevamo parlato nei giorni scorsi. Il 13 novembre, infatti, alcuni ex funzionari governativi e militari hanno ribadito che gli americani hanno il diritto di conoscere la verità sugli oggetti volanti non identificati.
Di cosa si è parlato nell’ultima audizione sugli UFO
Dopo la famosa audizione di David Grusch nel 2023, questa è stata l’ultima in cui si è cercato di fare chiarezza sul fenomeno degli oggetti volanti non identificati. “Dobbiamo affrontare coraggiosamente questa nuova realtà” ha spiegato l’ex contrammiraglio della Marina statunitense Tim Gallaudet. Durante l’audizione ha detto di aver visionato personalmente il video di un oggetto volante che si comportava in modo non convenzionale, durante un’esercitazione militare.
Le parole di Luiz Elizondo
Luiz Elizondo è un ex funzionario Usa del Dipartimento della Difesa. Ha detto che gli Usa (ma non solo) tengono nascoste tecnologie non convenzionali per non allarmare il mondo sul fatto che “non siamo soli nell’universo”. Elizondo ha poi aggiunto che tecnologie di origine non umana monitorerebbero installazioni militari sensibili in tutto il globo. Tra l’altro è convinto che il governo Usa abbia un programma top secret di recupero e analisi degli UFO che si sono schiantati sulla Terra.
La posizione del Pentagono
Di opposto parere il Pentagono. Nell’ultimo rapporto dell’ufficio Aaro del Pentagono sono state smentite tutte le affermazioni fatte durante l’udienza. Si legge: “È importante sottolineare che, ad oggi, l’Aaro non ha scoperto alcuna prova di esseri, attività o tecnologia extraterrestre”. Già in passato la Difesa Usa aveva ribadito che gli UFO non sono tecnologie extraterrestri, attribuendone l’origine a droni, razzi, uccelli e a nuovi sistemi spaziali che altri Paesi starebbero sperimentando.
Per saperne di più:
- Consulta l’articolo originale su Space.com.
