Durante la 38ª eruzione del vulcano Kilauea alle Hawaii dalla fine del 2024, la lava ha danneggiato una videocamera del servizio geologico statunitense.

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Un’altra spettacolare eruzione del Kilauea, uno dei vulcani più attivi al mondo, ha distrutto la telecamera utilizzata dai ricercatori per monitorare in diretta ciò che accade all’interno del cratere. Nel fine settimana il vulcano, che si trova sulla Big Island delle Hawaii, ha iniziato a produrre altissime fontane di lava. Una di queste ha colpito direttamente la videocamera installata dall’US Geological Survey (il servizio geologico degli Stati Uniti) nell’area chiusa del cratere Halema‘uma‘u, all’interno dell’Hawai‘i Volcanoes National Park. Le immagini registrate mostrano la telecamera che comincia a dare segni di malfunzionamento, fino a essere completamente inglobata dalla lava.

Il video

Secondo il servizio geologico, l’eruzione è iniziata sabato mattina e ha lanciato lava fino ad almeno circa 300 metri di altezza. A un certo punto si è verificato anche un fenomeno che non avviene spesso: tre fontane di lava sono fuoriuscite contemporaneamente da diverse bocche eruttive. L’attività è durata più di dodici ore. Dall’inizio dell’attuale sequenza eruttiva, nel dicembre 2024, il Kilauea ha già prodotto decine di fontane molto grandi, alcune delle quali hanno raggiunto quasi 450 metri di altezza.

I capelli di Pele

L’eruzione più recente ha comportato anche la possibilità di elevati livelli di gas vulcanici e la formazione dei cosiddetti “capelli di Pele”, sottilissimi filamenti di vetro vulcanico prodotti dalle esplosioni della lava. I vulcanologi hanno avvertito anche della presenza di tefra, frammenti caldi e vetrosi, insieme a cenere, pomice, scorie e reticulite, che possono cadere al suolo entro uno o tre chilometri dalle bocche eruttive.

Cosa dobbiamo aspettarci dal vulcano nelle prossime settimane

Nei dintorni sono stati rilevati diversi piccoli frammenti vulcanici sulla Highway 11, a ovest del parco nazionale. La zona attorno alla caldera del Kilauea continua a mostrare instabilità, crepe nel terreno e frane: per questo motivo l’area è chiusa al pubblico dal 2007. Lunedì mattina il vulcano era ancora classificato con codice arancione, che indica un’eruzione in corso o probabile, ma con quantità limitate di cenere. Secondo il servizio geologico statunitense, una nuova eruzione potrebbe verificarsi nelle prossime due o tre settimane.

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