Le telecamere installate nella foresta pluviale brasiliana mostrano per la prima volta il popolo Massaco, che prospera nonostante le minacce ambientali.
Il Guardian ha pubblicato le primissime foto di una comunità isolata in Amazzonia. Le immagini sono state scattate da fotocamere automatiche installate nella foresta pluviale brasiliana e mostrano uno scorcio della tribù dei Massaco, dal nome del fiume che scorre attraverso le loro terre. Nessuno sa molto di loro, né della loro lingua, del tessuto sociale e delle loro credenze religiose.
Cosa sappiamo dei Massaco
Nonostante le pressioni dell’agro-industria, dei taglialegna, dei minatori e dei trafficanti di droga, i Massaco sono almeno raddoppiati dall’inizio degli anni ’90, arrivando a circa 200-250 persone, secondo la Fondazione nazionale brasiliana per i popoli indigeni (Funai), che lavora da decenni per proteggere il territorio. La Funai ha posizionato le telecamere in un punto in cui periodicamente lascia utensili metallici in dono agli indigeni, una pratica usata per dissuadere le comunità dall’avventurarsi nelle fattorie o nei campi per procurarsi utensili, con tragiche conseguenze.
Una comunità in crescita

Nonostante la catastrofe demografica delle popolazioni indigene causata da secoli di occupazione e la devastazione ambientale, cresce la popolazione fra le tribù in tutta l’Amazzonia. Nel 2023, la rivista scientifica Nature aveva rivelato popolazioni in crescita lungo i confini del Brasile con Perù e Venezuela. Le immagini satellitari hanno poi mostrato appezzamenti coltivati più grandi e l’ampliamento dei loro villaggi.
Un mondo incontaminato (per ora)
Ci sono 61 comunità confermate che vivono nella regione dell’Amazzonia e del Gran Chaco, con 128 avvistamenti non ancora verificati dalle autorità. È stato il governo brasiliano, dal 1987, a decidere di non avere alcun contatto con queste popolazioni al fine di preservarne la sopravvivenza. Da allora, Perù, Colombia, Ecuador e Bolivia hanno adottato versioni simili di questo approccio.
Per saperne di più:
- Leggi l’articolo originale pubblicato sul Guardian.
