41.000 anni fa il campo magnetico terrestre si invertì parzialmente, crollando al 5% del suo valore normale. Attraverso la sonificazione dei dati, è possibile capire meglio cosa accadde
La presenza del campo magnetico è essenziale per la vita sulla Terra: la protegge dalle particelle cariche provenienti dal Sole – vento solare, brillamenti, espulsioni di massa coronale – e da parte dei raggi cosmici, riducendo l’erosione dell’atmosfera e la quantità di radiazione che raggiunge il suolo. Si tratta di un vero e proprio “scudo” magnetico, chiamato magnetosfera.

Come ogni campo magnetico, la magnetosfera consiste in linee di campo che vanno da un polo all’altro: escono dal polo nord magnetico, vicino al polo sud geografico, ed entrano al polo sud magnetico, corrispondente all’incirca al polo nord geografico, formando anelli chiusi. La magnetosfera ha una caratteristica forma a “cometa”, con una coda magnetica causata dal plasma proveniente dal Sole.
L’inversione del campo magnetico
Il campo magnetico è prodotto dai moti convettivi di ferro e nichel presenti nel nucleo esterno della Terra. Vortici o cambiamenti nel flusso convettivo possono innescare un rovesciamento della polarità, indebolendo il campo prima che si ristabilizzi invertito. Questo fenomeno è accaduto centinaia di volte nella storia geologica del pianeta. L’ultima inversione completa è avvenuta circa 780.000 anni fa, mentre 41.000 anni fa è avvenuta l’escursione di Laschamp: il campo magnetico si è indebolito raggiungendo il 5% normale, in concomitanza con un breve scambio di polarità.
Capire l’inversione attraverso il suono
Utilizzando suoni naturali come lo scricchiolio del legno o quello delle rocce che cadono, gli scienziati hanno creato una visualizzazione sonora stereofonica dell’escursione di Laschamp, permettendo di comprendere meglio un fenomeno che non è possibile vedere, né ascoltare. I ricercatori della Technical University of Denmark e del German Research Centre for Geosciences hanno mappato i movimenti delle linee di campo magnetico, trasformando questi suoni naturali in un paesaggio acustico familiare ma alieno, simile a comporre musica da una partitura.
La missione Swarm
I dati utilizzati dagli scienziati sono quelli della missione Swarm. Si tratta di tre satelliti lanciati nel novembre del 2013 con l’obiettivo di studiare il campo magnetico che circonda la Terra, per capirne di più le dinamiche e per monitorarne i cambiamenti in tempo reale.
Fonti:
– Sound of Earth’s magnetic flip 41 000 years ago
– ESA’s magnetic field mission
