Le lancette del Doomsday Clock si sono spostate ancora in avanti. La guerra nucleare non è l’unica minaccia del nostro tempo: intelligenza artificiale e crisi biologiche stanno accelerando la nostra corsa verso il punto di non ritorno.

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Era il 1947 quando i fisici del Progetto Manhattan, reduci dagli orrori di Hiroshima, inventarono un orologio simbolico per mostrare visivamente quanto fossimo vicini all’autodistruzione. Oggi quell’orologio segna il record storico negativo: mancano solo 85 secondi alla mezzanotte. Abbiamo perso altri 4 secondi rispetto all’anno scorso.

L’orologio e i rischi

​Il Bulletin of the Atomic Scientists, che in passato vantava tra i suoi membri giganti come Albert Einstein e J. Robert Oppenheimer, non punta il dito solo contro il riarmo nucleare. L’allarme lanciato è un altro: stiamo vivendo un “Armageddon dell’informazione”. Le tecnologie predatorie e l’IA diffondono bugie più velocemente della verità. Il concetto è semplice: se non concordiamo sui fatti, non possiamo collaborare per salvarci.

Mancano 85 secondi alla fine del mondo: il nuovo record dell'Orologio dell'Apocalisse
La presidentessa e CEO del Bulletin , Alexandra Bell, sposta la lancetta dei minuti sull’Orologio dell’Apocalisse. Credit: Jamie Christiani

L’incubo dei “batteri specchio”

Tra le minacce citate dagli scienziati c’è uno scenario in particolare, probabilmente il più preoccupante: i batteri specchio. Si tratta di ipotetici organismi sintetici costituiti da molecole speculari rispetto a quelle naturali. Essendo biologicamente “al contrario”, sarebbero invisibili al nostro sistema immunitario e quindi letali.

Anche se nessun laboratorio li ha ancora creati, il rischio teorico che possa accadere è così alto che 38 scienziati, inclusi due premi Nobel e il pioniere della vita sintetica Craig Venter, hanno già chiesto di tagliare i fondi a queste ricerche prima che sia troppo tardi. Le lancette continuano a scorrere inesorabili verso un futuro incerto, che di questo passo sarà molto pericoloso per l’umanità (c’è da dire purtroppo).

Fonti: