L’ingegnere tedesca Michaela Benthaus ha superato i confini dell’atmosfera con la missione di Jeff Bezos, provando che in assenza di gravità le limitazioni fisiche che conosciamo sulla Terra smettono semplicemente di esistere
Michaela Benthaus ha appena scritto una delle pagine che ricorderemo con maggior gioia, dell’esplorazione spaziale. L’ingegnere aerospaziale dell’Agenzia Spaziale Europea è infatti decollata dal sito di Blue Origin in Texas, diventando ufficialmente la prima persona con disabilità motoria a raggiungere lo spazio, e lo ha fatto bordo della missione suborbitale New Shepard NS-37, dimostrando che nel vuoto cosmico i limiti della Terra (e i pregiudizi) semplicemente svaniscono.
Oltre il limite fisico
Benthaus, che ha subito una lesione al midollo spinale in seguito a un incidente in mountain bike, ha vissuto un volo di circa 10 minuti. Durante l’esperienza, la capsula completamente automatizzata ha permesso ai passeggeri di sperimentare la microgravità prima di scendere dolcemente nel deserto texano. Per l’ingegnere, il volo è stato una prova fondamentale di inclusività: “Se vogliamo essere una società inclusiva, dovremmo esserlo in ogni ambito”, ha dichiarato Benthaus.
Un’ispirazione per milioni di persone
L’impresa, tra i migliaia di complimenti online, è stata celebrata anche dal nuovo capo della NASA, Jared Isaacman, che su X ha scritto: “Congratulazioni, Michi! Hai appena ispirato milioni di persone a guardare in alto e immaginare cosa sia possibile”.
Questa missione segna un momento decisivo per Blue Origin, la società di Jeff Bezos, che mira a competere nel mercato dei voli orbitali. Con il successo della missione invece, Benthaus ha dimostrato che le barriere architettoniche della Terra non hanno motivo di esistere tra le stelle. Perchè nella scienza, non esistono barriere, oltre quelle autoimposte dal nostro sapere (e dalla nostra volontà). Un applauso a te, Michaela, dall’Italia, e a chi come te non cede mai di fronte ai propri obiettivi.
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