Osservato dal telescopio Vlt in Cile, gli scienziati hanno scoperto un giovanissimo sistema solare distante 400 anni luce.
Un gruppo di astronomi ha recentemente riportato l’osservazione della formazione di due pianeti all’interno del disco protoplanetario che circonda la giovane stella WISPIT 2. Dopo l’identificazione iniziale di un primo candidato planetario, ulteriori osservazioni condotte mediante i telescopi dell’Osservatorio Europeo Australe (ESO) hanno consentito di confermare la presenza di un secondo pianeta in formazione.
Le caratteristiche morfologiche del disco circumstellare, unitamente all’evidenza osservativa dei due protopianeti, suggeriscono che il sistema WISPIT 2 rappresenti un analogo primordiale del Sistema Solare, offrendo quindi un’importante opportunità per lo studio dei processi di formazione planetaria in ambienti giovani.
Un gruppo di scienziati ha scoperto un Sistema solare in formazione
La scoperta è attribuita al gruppo di ricerca guidato da Chloe Lawlor dell’Università di Galway, che ha impiegato il Very Large Telescope dell’Osservatorio Europeo Australe in Cile.
Secondo quanto dichiarato da Lawlor, Wispit 2 rappresenta attualmente la più dettagliata osservazione disponibile delle fasi primordiali dell’evoluzione del Sistema Solare. Il sistema osservato è infatti analogo a quello che si ritiene fosse lo stato iniziale del Sistema Solare circa 5 miliardi di anni fa, quando il Sole era ancora immerso in un disco protoplanetario costituito da gas e polveri, all’interno del quale avvenivano i processi di formazione dei primi corpi planetari.

WISPIT 2, un sistema significativo
WISPIT 2 rappresenta, ad oggi, uno dei sistemi più significativi per lo studio diretto delle fasi iniziali della formazione planetaria. Come evidenziato da Chloe Lawlor, dottoranda presso l’Università di Galway, si tratta del secondo caso noto, dopo PDS 70, in cui sono stati osservati direttamente due pianeti in accrescimento attorno alla loro stella ospite.
A differenza di PDS 70, WISPIT 2 è caratterizzato da un disco protoplanetario particolarmente esteso, che presenta strutture morfologiche complesse quali lacune e anelli ben definiti. Tali caratteristiche sono generalmente interpretate come firme dinamiche della presenza di ulteriori corpi planetari in formazione, la cui individuazione potrebbe essere possibile con osservazioni future ad alta risoluzione.
Come sottolineato anche dal ricercatore Christian Ginski, questo sistema costituisce un laboratorio astrofisico di primaria importanza per lo studio simultaneo della formazione multipla di pianeti all’interno di un unico disco. L’analisi di sistemi come WISPIT 2 consente agli astronomi di investigare i processi fisici che governano l’evoluzione dei dischi protoplanetari e di comprendere come tali strutture si trasformino nel tempo in sistemi planetari maturi analoghi al Sistema Solare.
Il primo pianeta oggetto di studio
Il sistema planetario WISPIT 2 rappresenta un caso di studio rilevante per l’analisi dei processi di formazione planetaria. Il primo pianeta individuato, WISPIT 2b, è stato scoperto recentemente e presenta una massa pari a circa cinque volte quella di Giove; esso orbita attorno alla stella ospite a una distanza di circa 60 unità astronomiche. Tale scoperta ha evidenziato le elevate capacità osservative della strumentazione astronomica contemporanea, come sottolineato da Richelle van Capelleveen (Osservatorio di Leiden), responsabile dello studio iniziale.

Il secondo pianeta oggetto di studio
Successivamente, l’identificazione di un secondo oggetto nelle vicinanze della stella ha portato a ulteriori indagini osservative. Le misurazioni effettuate mediante il Very Large Telescope (VLT) e l’interferometro associato (VLTI) dell’ESO hanno consentito di confermare la natura planetaria di questo corpo, denominato WISPIT 2c. Il pianeta si trova a una distanza dalla stella circa quattro volte inferiore rispetto a WISPIT 2b e possiede una massa approssimativamente doppia. Entrambi i pianeti sono classificabili come giganti gassosi, analoghi ai pianeti esterni del Sistema Solare.
La conferma osservativa di WISPIT 2c è stata ottenuta attraverso l’impiego combinato di strumenti ad alta precisione. In particolare, lo strumento SPHERE installato sul VLT ha permesso l’acquisizione diretta dell’immagine del candidato planetario, mentre lo strumento GRAVITY+, recentemente aggiornato e operante sul VLTI, ha fornito misurazioni interferometriche ad alta risoluzione necessarie per verificarne la natura. L’uso di GRAVITY+ si è rivelato determinante per ottenere dati affidabili su un oggetto situato a ridotta separazione angolare dalla stella ospite, consentendo una caratterizzazione più accurata del sistema.
Entrambi i pianeti del sistema WISPIT 2 risultano osservabili come strutture associate a lacune ben definite all’interno del disco protoplanetario di gas e polveri che circonda la giovane stella. Tali lacune sono interpretabili come conseguenza diretta dei processi di formazione planetaria: l’accrescimento progressivo di particelle solide porta alla formazione di nuclei planetari, la cui gravità induce un’ulteriore cattura di materiale circostante. Questo processo determina una deplezione locale del disco lungo l’orbita del protopianeta. Il materiale residuo si redistribuisce ai margini delle lacune, formando anelli concentrici di polvere con caratteristiche morfologiche distintive.
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