Facciamo chiarezza sulla questione ‘ora legale’ e cosa comporta praticamente per noi (ambiente incluso)

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La notte tra il 28 e il 29 marzo 2026 torna l’ora legale come ogni anno e non è una scelta di poco conto. Banalmente l’ora legale consiste nello spostare avanti di un’ora le lancette dell’orologio per avere un vantaggio circa l’irradiazione del Sole durante il periodo che va da marzo ad ottobre.

Contrapposizione con l’ora solare

L’ora legale si contrappone a quella solare che si riferisce all’orario di qualsiasi stato sul globo coincidente con quello del meridiano del fuso orario di riferimento (l’ora locale invece varia da punto a punto del globo poiché fa riferimento alla posizione della Terra rispetto al Sole). Non tutti gli stati utilizzano il cambio d’ora quindi non è una regola sostanzialmente unica per tutti.

Ora legale Stonehenge

I benefici per l’Italia con l’ora legale

Secondo la società Terna (responsabile delle attività di pianificazione, sviluppo e manutenzione della rete di trasmissione nazionale (RTN) nonché della gestione dei flussi di energia elettrica che vi transitano) “nel 2020, anno preso ad esempio, i benefici dell’ora legale hanno determinato un risparmio pari a 400 milioni di kWh (quanto il consumo medio annuo di elettricità di circa 150 mila famiglie), un valore corrispondente a minori emissioni di CO2 in atmosfera per 205 mila tonnellate e a un risparmio economico pari a circa 66 milioni di euro. Dal 2004 il nostro Paese ha risparmiato oltre 1,7 miliardi di euro e 10 miliardi di kWh di elettricità“. Dunque ci sono ampi benefici sia a livello economico che ambientale, tematiche queste sempre attuali per la salvaguardia della nostra Terra. Seguiranno eventuali aggiornamenti sulla questione anche perché si parla di rendere l’ora legale definitiva.

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