Dal 2008 un’anomalia divide la comunità scientifica: enormi ammassi di galassie si spostano in modo incompatibile con i modelli standard. I dati più recenti non la confermano, ma non riescono nemmeno a farla sparire

Advertisement

Nel 2008, Alexander Kashlinsky della NASA Goddard Space Flight Center stava analizzando i dati del satellite WMAP, quando si imbatté in qualcosa che, come disse lui stesso, “non aveva cercato e non riusciva a far sparire”. Grandi ammassi di galassie, centinaia di strutture enormi sparse fino ad almeno un miliardo di anni luce dalla Terra, si stavano muovendo tutte lungo lo stesso asse, orientato verso una regione di cielo tra le costellazioni del Centauro e della Vela, a velocità comprese tra 600 e 1000 km/s. Secondo i modelli cosmologici standard il moto dei grandi ammassi dovrebbe essere distribuito in modo casuale in tutte le direzioni e non dovrebbe esserci una direzione preferita, invece c’era.

Come si misura qualcosa di così grande

Galassie
 Credit: Jay GaBany

La tecnica usata da Kashlinsky sfrutta un effetto fisico preciso: quando la luce rimasta dal Big Bang attraversa il gas caldo di un ammasso di galassie, il moto dell’ammasso la distorce leggermente, analizzando questa distorsione su centinaia di ammassi insieme, si riesce a capire in che direzione si stanno muovendo. Kashlinsky, partendo da 700 ammassi nel 2008 e poi arrivando a oltre 1000 in un secondo studio nel 2010, trovò una firma coerente che non si spiegava con nulla di conosciuto nell’universo osservabile. La chiamò “dark flow”, un flusso la cui origine è nascosta potenzialmente oltre i confini di ciò che possiamo vedere.

Una storia controversa e ancora aperta

Il dark flow non è un fatto consolidato. Nel 2013, il satellite Planck dell’ESA, di gran lunga più preciso di WMAP, non lo trovò. Nel 2015 però, Fernando Atrio-Barandela e Kashlinsky rianalizzarono entrambi i dataset con quasi mille ammassi, e il segnale rispuntò fuori. La comunità scientifica nel suo complesso non ha accettato il dark flow come risultato solido: potrebbe essere reale come potrebbe essere un semplice errore di misura.

Plank e Sloan Digital Sky Survey
Plank e Sloan Digital Sky Survey

Dark flow e galassie

La cosa che distingue il dark flow dalla maggior parte delle ipotesi cosmologiche controverse è proprio questa: non è stato smentito definitivamente. I dati di Planck non lo hanno trovato, ma non lo hanno nemmeno escluso con certezza. Kashlinsky continua a pubblicare, i critici continuano a rispondere, e nel mezzo resta un segnale che potrebbe essere rumore oppure la traccia più incredibile mai intravista di qualcosa che esiste oltre i confini del nostro universo osservabile. Nella scienza, la differenza tra le due cose la fanno i dati, e quelli buoni abbastanza per chiudere la questione, per ora, non ci sono ancora.

Fonti: