Il 21 maggio 1946, Louis Slotin stava dimostrando come portare un nucleo di plutonio al limite della criticità tenendo separate due semisfere di berillio con la lama di un cacciavite. Era la stessa tecnica che aveva già ucciso un collega otto mesi prima.

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Il protocollo prevedeva l’uso di spessori metallici per mantenere le due semisfere separate durante i test critici, ma Louis Slotin li aveva eliminati. Usava la lama di un comune cacciavite a taglio, tenendo la semisfera superiore con il pollice infilato in un foro e mantenendo il gap con il polso. Era una tecnica che aveva ripetuto molte volte davanti a colleghi e visitatori, in jeans e stivali da cowboy, come se fosse tutta una questione di abilità personale. Enrico Fermi gli aveva detto che sarebbe morto entro un anno se avesse continuato, lui non lo ascoltò.

Un banale incidente

Il 21 maggio 1946, alle 3 del pomeriggio, sette persone stavano guardando. Il cacciavite scivolò di una frazione di centimetro verso l’esterno mentre Slotin abbassava la semisfera. Le due metà si chiusero attorno al nucleo di plutonio da 6,2 chilogrammi e un lampo di luce blu inondò la stanza. Il testimone, Raemer Schreiber, raccontò di aver sentito calore e di aver visto il bagliore prima ancora di capire cosa stesse accadendo.

Quando a Los Alamos si sfiorò l’apocalisse nucleare per colpa di un cacciavite
Il Demon core di Los Alamos. (Los Alamos National Laboratory)

I nove giorni dopo

Slotin si gettò in avanti e strappò via la semisfera superiore con le mani nude, fermando la reazione in meno di un secondo, così facendo (almeno) salvò i sette colleghi da una dose letale. La sua era stata di quasi 1000 rad, centinaia di volte oltre la soglia mortale. Dopo l’accaduto uscì dall’edificio e vomitò. Nelle ore successive sembrò stabilizzarsi, ma poi le mani iniziarono a gonfiarsi, il suo intestino cedette e le funzioni corporee vennero a mancare una dopo l’altra. Morì il 30 maggio 1946, a 35 anni, nella stessa identica stanza di ospedale in cui era morto Harry Daghlian 8 mesi prima, ucciso dallo stesso nucleo di plutonio. Dopo l’incidente, Los Alamos spostò tutti gli esperimenti di criticità a controllo remoto, con quasi 400 metri tra gli scienziati e il materiale fissile. Il nucleo alla fine fu fuso nell’estate del 1946.

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