Per la prima volta nella storia abbiamo toccato il Sole! Il tutto grazie al Solar Probe.

Una di quelle notizie storiche. Sensazionali. È la scienza che non si ferma ma che anzi avanza. Addirittura nel Sole. Sì, avete letto bene. La sonda solare “Parker” della NASA è entrata nell’atmosfera superiore del Sole campionando particelle e campi magnetici all’interno della suddetta. La navicella spaziale, nello specifico, rileva dati nella corona solare. Si tratta, senza dubbio alcuno, di un passo estremamente importante a livello scientifico: gli scienziati, difatti, potranno studiare ulteriormente e meglio la nostra stella vitale avendo a disposizione ulteriori informazioni fornite dalla sonda.

Sole, Parker Solar Probe
Quando Parker Solar Probe ha attraversato la corona, la sonda ha sorvolato strutture chiamate stelle filanti coronali. 
Queste strutture possono essere viste come elementi luminosi che si spostano verso l’alto (nelle immagini superiori) e inclinati verso il basso (nelle immagini inferiori). Sono visibili dalla Terra durante le eclissi solari totali.
Credit: NASA/Johns Hopkins APL/Naval Research Laboratory

Effettivamente mai prima di oggi c’era stata la possibilità di osservare, anche dall’interno del vento solare, il flusso di particelle che, dal Sole, può influenzare la Terra. Lanciata nel 2018, la sonda Parker aveva scoperto nel 2019 un numero notevole di strutture magnetiche a zig-zag nel vento solare. Tuttavia, l’eziologia ed il dove venissero generate rimaneva un mistero. Da allora, però, dimezzando la distanza dal Sole, è riuscita ad identificare il luogo ove tale fenomeno ha origine. Si tratta della superficie solare.

L’atmosfera del Sole è legata alla superficie grazie alla gravità e alle forze magnetiche. Quando il calore e la pressione in aumento spingono il materiale lontano dal Sole, ecco che si raggiunge un punto in cui la gravità ed i campi magnetici sono troppo deboli per trattenerlo.

Il punto, conosciuto come “superficie critica di Alfvén”, rappresenta il confine tra l’atmosfera solare ed il vento solare. Nel dettaglio, il materiale solare, assieme all’energia impiegata al fine di attraversare quel limite, diventa vento solare, che trascina con sé il campo magnetico del Sole. Oltre la superficie critica di Alfvén, il vento solare si muove così velocemente che le onde all’interno del vento non possono ritornare verso il Sole.

Il video

La scoperta risiede nel fatto che, fino ad ora, i ricercatori non erano sicuri di dove si trovasse con precisione la superficie critica di Alfvén. Si supponeva fosse ubicata tra 10 e 20 raggi solari dalla superficie del Sole, da 4,3 a 8,6 milioni di miglia. Ma la sonda, badate bene, ha sorvolato al di sotto dei 20 raggi solari. Il 28 aprile 2021, ha incontrato le condizioni magnetiche e particellari specifiche a 18,8 raggi solari (circa 8,1 milioni di miglia) sopra la superficie solare. Notizia questa che ha permesso agli scienziati di definire il punto corrispondente alla superficie critica di Alfvén. La scienza è una navicella che avanza nell’universo. Piano piano ma senza sosta.

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Immagine di copertina credit NASA

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