Dopo il lancio di Soyuz MS-28, la rampa 31/6 ha subito danni alla service cabin. Ecco cosa è davvero accaduto sotto il pad e perché è un problema serio
Tra il 27 ed il 28/11/2025 si è parlato molto di un possibile cedimento strutturale nella rampa di lancio Site 31/6 del cosmodromo di Baikonur, subito dopo la partenza della Soyuz MS‑28. Le prime segnalazioni parlano di “danni alla torre di servizio”, ma questa definizione — presa alla lettera — rischia di creare confusione.
La rampa Soyuz
Per capire cosa potrebbe essere realmente successo, bisogna guardare sotto la rampa, nel luogo dove si trova una delle strutture meno note ma più critiche di un pad per il razzo Soyuz: la service cabin (KO – Кабина Обслуживания).
Che cos’è la “KO”: il cuore nascosto della rampa Soyuz
La KO è una struttura massiccia, articolata su più livelli, posizionata sotto il piano di lancio. Da qui partono passerelle e piattaforme che permettono ai tecnici di raggiungere la parte bassa del razzo, i sistemi per il rifornimento del kerosene e dell’ossigeno liquido, i collegamenti elettrici e di telemetria, i dispositivi di fissaggio e supporto del vettore fino agli ultimi minuti prima del lancio.

È una struttura mobile: poco prima del lancio viene retratta su binari, come un cassetto che scorre sotto la scrivania, in una cavità protetta, mentre uno schermo verticale — una specie di “porta anti-fiamma” — la isola dal getto impressionante generato dai motori del Soyuz; In altre parole: senza la KO non si può lanciare nulla. È l’equivalente della “sala macchine” nascosta di un teatro: invisibile al pubblico, ma indispensabile.

Che cosa potrebbe aver ceduto davvero
Secondo le testimonianze e le analisi preliminari riportate da fonti indipendenti, il cedimento potrebbe aver riguardato: le piattaforme mobili della KO, lo schermo di protezione che devia il getto, il meccanismo di retrazione della cabina, oppure parti della struttura interna collocate nel flame trench — il canale che incanala i gas incandescenti della spinta motrice. Un danno a uno solo di questi elementi sarebbe sufficiente a rendere inoperabile il pad. La rampa 31/6, infatti, è oggi l’unica da cui partono i Soyuz con equipaggio e cargo diretti alla International Space Station.

Dalla voce ufficiale di Roscosmos
Dopo il decollo di Soyuz MS-28 e l’arrivo regolare del veicolo sulla ISS, Roscosmos ha comunicato che:
“Durante l’ispezione post-lancio è stato riscontrato un danno a un numero di elementi della piattaforma di lancio”. L’agenzia ha aggiunto che dispone di “tutti i pezzi di ricambio necessari” e che i danni “verranno riparati a breve”. Non sono però stati forniti dettagli pubblici sull’entità del danno, né una tempistica precisa per il ritorno all’operatività della rampa.
Perché è un problema serio
Un cedimento nella KO non è un danno superficiale: significa mettere fuori uso il punto di accesso principale al razzo. Senza la KO è impossibile: collegare linee di rifornimento, effettuare i controlli finali, fissare il razzo in sicurezza, garantire protezione delle infrastrutture al momento del decollo.
Restare senza una rampa pienamente operativa rischia di interrompere per un periodo non definito la capacità di accesso umano alla ISS da Baikonur. Un evento del genere potrebbe anche accelerare l’urgenza di trasferire le operazioni su un altro sito — ma al momento nessun altro cosmodromo russo è pienamente pronto per lanciare con regolarità veicoli Soyuz per missioni con equipaggio.
Cosa sappiamo
È confermato che un’ispezione post-lancio ha rivelato danni a più elementi della rampa di lancio. Fonti indipendenti raccontano che la service cabin si è effettivamente collassata nel flame trench. Non è ancora nota la durata dei tempi di recupero né le eventuali conseguenze operative su future missioni cargo o con equipaggio. Siamo quindi davanti a un caso in cui la tecnica permette di capire cosa potrebbe essere accaduto, ma le prove visive — quelle che da anni aiutano gli analisti a ricostruire eventi sui pad russi — per ora non sono disponibili.

Il punto chiave: ciò che non si vede conta più di ciò che si vede
La vicenda ricorda un aspetto fondamentale dell’ingegneria dei lanciatori: Nelle rampe di lancio, la parte più importante non è la torre che vediamo da lontano. È il mondo nascosto sotto i nostri piedi: tubazioni, piattaforme, passaggi tecnici e protezioni che lavorano in sincronia perfetta fino all’istante del decollo — prima di essere investiti da un inferno di fiamme e vibrazioni. Finché non arriveranno immagini o comunicazioni ufficiali più dettagliate, la prudenza è d’obbligo. Ma un fatto è chiaro: qualunque danno alla service cabin del Site 31/6 è un problema potenzialmente molto più serio di una torre esterna bruciacchiata. È un colpo al cuore tecnico della rampa che da oltre mezzo secolo sostiene i lanci della famiglia Soyuz.
