Ecco tutti i misteri e le anomalie che riguardano l’oggetto interstellare 3I/ATLAS, ce ne parla l’astronomo Avi Loeb sul suo blog.
In una intervista alla NBC News, l’astronomo Avi Loeb (uno dei più critici riguardo questo argomento) ha elencato le anomalie che riguardano l’oggetto interstellare 3I/ATLAS. A partire dalle sue dimensioni. Il diametro di 3I/ATLAS è maggiore di 5 chilometri, il che rende la sua massa minima di 33 miliardi di tonnellate, quindi molto di più rispetto alla massa del secondo e del primo oggetto interstellare che hanno attraversato il sistema solare, ‘Oumuamua e Borisov.
La teoria del “cavallo di Troia”

L’immagine di Hubble di 3I/ATLAS mostra un getto di luce puntato verso il Sole. Inoltre Loeb sostiene che la sua composizione chimica sia insolita: il pennacchio di gas attorno a 3I/ATLAS mostra molto più nichel che ferro, come nelle leghe di nichel industriali. A differenza delle comete del sistema solare, fra l’altro, il pennacchio contiene principalmente anidride carbonica e non acqua. In più, la direzione da cui arriva 3I/ATLAS è molto simile a quella da cui abbiamo captato il famoso segnale “Wow!” il 15 agosto del 1977.
Secondo Loeb, non possiamo non considerare il fatto che possa trattarsi di un qualcosa creato da una civiltà extraterrestre intelligente. Ricordate il cavallo di Troia? Gli achei si nascosero all’interno del cavallo, prima di invadere la città inespugnabile, nell’Iliade e l’Odissea. Secondo l’astronomo di Harvard, la comunità scientifica internazionale dovrebbe prendere in considerazione l’eventualità che 3I/ATLAS sia un’astronave “madre” pronta a sganciare piccole navicelle spaziali sulla Terra.
Perché Loeb non crede che 3I/ATLAS sia una cometa
Se 3I/ATLAS fosse una cometa naturale, continua l’astronomo, avrebbe dovuto perdere gas o comunque frantumarsi in piccoli frammenti ghiacciati, così vicina al Sole. Se si trattasse di tecnologia aliena, potrebbe sfruttare l’assistenza gravitazionale del Sole per rilasciare sonde che potrebbero intercettare la Terra o altri pianeti grazie alla sua orbita retrograda, cioè opposta al moto dei pianeti attorno al Sole. Nei prossimi mesi, comunque, avremo la possibilità di osservare 3I/ATLAS con i radiotelescopi per verificare il suo “quasi allineamento” con l’origine del “segnale Wow!”.
Per saperne di più:
- Consulta il blog di Avi Loeb.
