Il web è invaso, negli ultimi giorni, da spettacolari foto di anelli di gas sull’Etna. Cerchiamo di capire cosa sono, perché si formano e il motivo della loro forma perfetta
Uno tra i fenomeni vulcanici considerati estremamente rari, sono i cosiddetti anelli di gas (o gas ring). Eppure, sicuramente non sono così rari da vedere sull’Etna, dove questi eventi sono stati ripetutamente osservati nel corso degli ultimi decenni.

Ma cosa sono questi anelli?
Potrebbe sembrare strano pensare che anche un vulcano possa essere in grado di emettere questo tipo di forme bizzarre, che i più esperti fumatori saprebbero replicare in piccola scala anche con una banale sigaretta. Eppure in questo caso, è importante precisare che ciò che fuoriesce dai vulcani non è fumo, perché quello è il risultato di un processo di combustione (come quello che si ha nel caso delle sigarette, o più banalmente negli incendi). Invece, quel pennacchio che quotidianamente vediamo innalzarsi dalla sommità dell’Etna è composto da gas vulcanici e ce ne sono tantissime specie. Giusto per citare quelli più abbondanti: vapore acqueo, anidride carbonica, anidride solforosa, acido solfidrico… e tanti altri. Ed è proprio il gas emesso dai vulcani il protagonista di questo processo. Sono essenzialmente due le condizioni fondamentali affinché si possa formare un anello di gas.
Le varie condizioni
In primis, si deve avere un vulcano caratterizzato da un condotto aperto, di forma grossomodo cilindrica e sufficientemente stretto. Un’altra condizione essenziale, è l’emissione di un intenso getto di gas, avente maggiore velocità nella porzione centrale del condotto e minore lungo le sue pareti. Così, grazie alla forza di attrito che rallenta il getto di gas lungo le pareti del condotto, può avvenire una sorta di “arrotolamento” del gas su sé stesso, che gli permette quasi di “riprodurre” la forma del condotto.

Una forma perfetta
In questo modo, l’impulso di gas acquisisce la forma di un anello perfetto, che a seconda anche delle condizioni atmosferiche può talvolta assumere un aspetto e delle dimensioni differenti. Nel corso degli ultimi 15 anni l’Etna ha prodotto migliaia di questi anelli di gas, specialmente da uno dei suoi quattro crateri che dominano la vetta di questo vulcano: la cosiddetta “Bocca Nuova”, una grande depressione nata nel 1968, che col tempo si è progressivamente ampliata, acquisendo attualmente un diametro di oltre 400m. La Bocca Nuova è caratterizzata al suo interno da diversi crateri di collasso a condotto quasi costantemente aperto, di cui l’ultimo ha avuto origine tra il 14 ed il 15 luglio 2023, diventando, per così dire, un “produttore seriale” di spettacolari anelli di gas.

5000 anelli!!!
La stessa Bocca Nuova però, già nell’anno 2000 ha acquisito un vero e proprio record, producendo circa 5000 anelli di gas in soli sei mesi… a conferma del fatto che per il grande vulcano siciliano, questo fenomeno è tutt’altro che anormale.

Articolo a cura del Dottore in Geologia e Geofisica, Giorgio Costa
