L’asteroide 2024 YR4 potrebbe colpire la Luna: un nuovo studio svela la tecnologia laser per misurare le minacce spaziali prima che sia troppo tardi
L’asteroide 2024 YR4 viaggia nel vuoto con una probabilità del 4% di schiantarsi sulla Luna tra 6 anni. Se questa traiettoria dovesse confermarsi, l’agenzia spaziale incaricata della missione di ricognizione si troverà davanti a un blocco di roccia di circa 60 metri di diametro, da intercettare mentre sfreccia a 22 chilometri al secondo.

Prima di tentare qualsiasi manovra di deviazione, i sistemi di difesa planetaria hanno bisogno di conoscere però la massa esatta dell’oggetto. Calcolare il peso di un corpo celeste così piccolo è un limite invalicabile ad oggi, questo perché i classici sistemi di tracciamento a radiofrequenza non riescono a percepire la gravità di oggetti con diametri nell’ordine delle decine di metri. Un documento pubblicato da Justin Atchison, ricercatore del Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory, ha trovato una via d’uscita, dimostrando che il problema si risolve accorciando drasticamente le distanze.
La misura attraverso il CubeSat
Quando una sonda si avvicina a un asteroide, l’attrazione gravitazionale della roccia ne altera impercettibilmente la velocità. I calcoli di Atchison mostrano che, per rendere misurabile questa variazione su corpi così leggeri, la navicella dovrà rasentare l’asteroide a un’altitudine pari ad appena 3 volte il diametro del bersaglio. Nel caso di 2024 YR4, significa volare a circa 150 metri dalla superficie, sfiorando la roccia a velocità estreme.

Durante questa picchiata, la missione prevede lo sgancio di un piccolo CubeSat, progettato per galleggiare a 10 chilometri di distanza e fungere da punto di riferimento esterno per calcolare le micro-variazioni di rotta.
Una nuova luce sulla difesa planetaria
Questo studio mette in discussione i protocolli tradizionali che si affidavano unicamente ai ponti radio per le misurazioni di massa. A velocità di 22 chilometri al secondo, il semplice tracciamento radio tra il CubeSat e la sonda madre risulta insufficiente a causa della rapidità dell’incontro. Per ottenere misurazioni precise, le navicelle dovranno montare telemetri laser e strumenti Doppler ad altissima precisione, affiancati da sensori ottici di nuova generazione. Prima di poter deviare una minaccia dal cielo, la tecnologia deve imparare a misurarla con precisione millimetrica, senza margini di errore, fino a quel momento, ogni missione potrebbe portare ad un rischio maggiore di quello iniziale.
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