Il NOAA ha lanciato un’allerta per una possibile forte tempesta geomagnetica: aurora boreale stasera 11 Ottobre nuovamente in Italia?

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Siamo ancora con gli occhi gonfi di gioia per quello che abbiamo visto la notte tra il 10 e l’11 ottobre 2024 che c’è una nuova allerta per una forte tempesta geomagnetica. Esiste una seria possibilità che l’aurora boreale si manifesti nuovamente a basse latitudini (e quindi anche in Italia). Abbiamo chiesto il parere dell’astrofisica solare dell’INAF Clementina Sasso. Ecco le sue parole: “Ultimissimo bollettino del NOAA di poco minuti fa. Resta un’allerta per tempesta geomagnetica con K-index di 7 o più fino alle 20:00 di stasera. Fino a due ore fa eravamo in una G4 e un’ora fa in una G3.

Aurora Boreale
Aurora Boreale sul Garda. Credit: Stefano Maraggi

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Come si crea il fenomeno dell’aurora boreale

L’aurora, chiamata aurora boreale o australe a seconda che si verifichi rispettivamente nell’emisfero nord o sud della Terra, è un fenomeno ottico dell’atmosfera terrestre. Anche se le aurore si vedono di notte, in realtà sono provocate dal Sole. La nostra stella ci manda qualcos’altro aldilà del calore e della luce: ci ‘spara’ contro il vento solare, un flusso di particelle elettricamente cariche che, quando incontrano il campo magnetico terrestre, interagiscono con esso. Più il flusso del vento solare è denso e intenso e più l’interazione sarà cospicua, con un passaggio di energia che entra in atmosfera e che eccita gli atomi di Ossigeno e Azoto, i gas costituenti dell’atmosfera terrestre. Questa eccitazione dei gas atmosferici provoca il gioco di luci verdi, rosse e azzurre che chiamiamo aurora.

Aurora Boreale
Aurora Boreale sul Gargano. Credit: Nunzio Micale (AstroGargano)

Il colore rosso dell’aurora in Italia (e non verde)

Come spiegavamo in un precedente articolo, l’aurora boreale si forma dopo che le particelle solari interagiscono con gli atomi di ossigeno intrappolati nel campo magnetico terrestre. Il colore verde che vediamo generalmente in Lapponia o in Islanda è dovuto alla quota (bassa). In genere, infatti, si avvistano tra i 100 e i 300 km sopra le nostre teste. Ma quando l’attività solare è particolarmente intensa, le particelle provenienti dal Sole possono interagire con l’ossigeno molecolare ancora più in alto, tra i 400 e gli 800 km. Questo causa il colore rosso che abbiamo visto anche in Italia.