In una foresta oscura piena di prede e cacciatori, gli Avengers hanno fatto troppo rumore. Doom potrebbe essere l’unico ad aver capito che per salvarsi serve attaccare per primi.

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L’annuncio del ritorno di Robert Downey Jr., stavolta nei panni di Victor Von Doom e non nei panni del tanto amato Iron Man, ha monopolizzato per mesi le conversazioni del pianeta. Ma c’è un rischio concreto di perdere il quadro generale della Saga del Multiverso concentrandoci solo sull’attore e sul fan service (cosa che spesso accade con la Marvel).

Doomsday promette di mettere le così chiamate “Incursioni” al centro del prossimo arco narrativo e, se analizziamo il comportamento degli eroi del MCU negli ultimi film e serie, nessuno escluso, la prospettiva su chi sia il vero “cattivo” inizia a vacillare. Magari aveva ragione Steve Rogers? Doom potrebbe non essere un megalomane, il classico Villain che scatena il caos per idee folli, ma l’unico adulto nella stanza ad aver compreso la trappola in cui è finito il multiverso.

Avengers Doomsday e la Foresta Oscura: Doom sarà l'unico razionale?
Il logo ufficiale di Avengers: Doomsday. Il film, in uscita il 16 dicembre, promette di “risolvere” (o scatenare del tutto) la guerra nel Multiverso Marvel. (Crediti: Marvel Studios)

​Il problema del rumore

Per capire le motivazioni di Doom (che in ogni caso, chi ha letto i fumetti conosce, ma qui faremo riferimento solo ai film), dobbiamo guardare al Paradosso di Fermi attraverso la lente della Teoria della Foresta Oscura, un concetto reso famoso da Liu Cixin, autore della trilogia di libri “Il Problema dei 3 Corpi”. La teoria è stata formulata proprio nel romanzo del 2008 e ha radici scientifiche concrete.

L’astrofisico David Brin aveva già proposto nel 1983 il concetto di “Great Silence” come strategia di sopravvivenza cosmica. La vera svolta arrivò poi nel 1998, quando Robin Hanson, economista e ricercatore all’Università di Oxford, pubblicò su Journal of Evolution and Technology l’idea che civiltà avanzate potrebbero volontariamente nascondersi per evitare conflitti interstellari.

L’idea è terrificante nella sua semplicità (e quasi ovvietà): l’universo è una foresta notturna abitata da cacciatori armati tanto quanto silenziosi. In un contesto dove le risorse (in questo caso lo spazio nel multiverso) sono finite, ogni civiltà rappresenta una minaccia letale per le altre. La strategia vincente per la sopravvivenza non è puntare su diplomazia, esplorazione o alleanza: è sempre e comunque il silenzio assoluto.

Questo perchè farsi notare significherebbe morire. Questo potrebbe valere anche per noi umani nella realtà, è come l’elefante e la formica: l’elefante anche se non vuole ucciderla, schiaccia la formica… e non potrebbe fare mai a meno di farlo.

Avengers Doomsday e la Foresta Oscura: Doom sarà l'unico razionale?
Liu Cixin, autore della trilogia “Il Problema dei 3 Corpi”. (Crediti: Britannica.com)

E gli Avengers? Hanno fatto un casino

Gli Avengers della Terra-616 hanno fatto esattamente l’opposto di quanto spiegato. Dalla fine di Infinity War, si sono comportati come turisti altamente chiassosi in una zona di guerra. Hanno abusato dei viaggi nel tempo: Doctor Strange ha utilizzato il Dreamwalking per possedere cadaveri in altre dimensioni, violando i confini della realtà, Spider-Man ha letteralmente spaccato il cielo di New York aprendo canali visibili tra gli universi in No Way Home, solo per far entrare i suoi amici in un College, Loki e la TVA hanno fatto un casino con le linee temporali… ma questo lo vedremo più avanti insieme.

Senza volerlo, hanno tutti acceso un faro abbagliante nella foresta oscura, segnalando la propria posizione a ogni predatore. Le Incursioni, ovvero le collisioni distruttive tra due universi che rischiano di annientarli entrambi, sono la conseguenza diretta di questo “rumore” eccessivo: hanno urlato la loro posizione a tutti e ora tutti li stanno cercando.

Il cielo si squarcia in No Way Home, aprendo le porte del nostro universo a Incursioni da esseri di altri universi. (Crediti: Marvel Studios)

La logica di Doom

In questo scenario catastrofico emerge ovviamente la figura di Doom. Come abbiamo intuito dal finale di “I Fantastici Quattro: Gli inizi“, le minacce di scala cosmica come Galactus, non si possono sconfiggere con i buoni sentimenti o con la forza bruta. Si possono solo spostare o ritardare, proprio come è stato fatto. Doom, che vediamo solo per qualche secondo nella post-credit, è un uomo di scienza che applica la Teoria dei Giochi allo scenario peggiore possibile: l’Incursione imminente tra due realtà.

La Teoria dei Giochi applicata ai conflitti esistenziali non è però fantascienza. Nel 1950, i matematici John von Neumann e Oskar Morgenstern dimostrarono che in scenari a somma zero con informazione incompleta, la cooperazione statisticamente perde.

La scena post-credit del nuovo film dei Fantastici 4, dove vediamo Dr. Doom assieme a Franklin Richards, futura entità multiversale. (Crediti: @BleedingMarvel)

E quindi, cosa implica ciò? Proprio come sta per accadere nell’Mcu, quando due universi stanno per collidere, cooperare diventa dunque un rischio incalcolabile, quindi se si esita per cercare il dialogo, si rischia di essere annientati da un avversario che decide di colpire per primo per salvarsi, non c’è tempo per verificare le intenzioni dell’altra Terra. Parliamo di sopravvivenza: o vinci tu o vincono loro.

L’unica mossa razionale per garantire la sopravvivenza del proprio universo (o di ciò che ne resterà) è l’attacco preventivo. Bisogna distruggere l’altra Terra prima dell’impatto. È una scelta mostruosa? Assolutamente sì, è innegabile. Ma in una Foresta Oscura, la sopravvivenza prevale sempre sulla morale degli eroi (che tanta non ne hanno dimostrata mentre violavano la fisica).

Doom, secondo noi, non cercherà la distruzione per cattiveria, ma per necessità statistica. Questo lo rende molto più spaventoso di Thanos. Abbiamo finalmente un nuovo villain per cui fare il tifo (che non toccasse Loki però, grazie).

Fonti:

Where be the Aliens? Game Theory, Dark Forest, and Earth’s Survival

The Fermi Paradox has a potentially terrifying answer: The Dark Forest

Per saperne di più sulla scienza dietro lo schermo: