Ma se succede qualcosa ad un astronauta in orbita come si fa? Sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) ci si è attrezzati per risolvere le emergenze e dare supporto medico
Ma se succede qualcosa ad un astronauta in orbita come si fa? La domanda spesso ci viene posta durante le dirette oppure a commento di qualche articolo. Ebbene, sulla ISS, ed in particolare, nella sezione russa, ci si è attrezzati per risolvere le emergenze e dare supporto medico ai cosmonauti ed astronauti a bordo.
Gli obiettivi principali del supporto medico per i voli spaziali sono:
- effettuare controlli medici e fornire cure mediche;
- controllo igienico-sanitario ed esecuzione delle misure di igiene personale;
- garantire la comodità quando si lavora con abiti, biancheria intima, scarpe e prevenire gli effetti negativi dell’assenza di gravità;
- effettuare il monitoraggio individuale delle radiazioni.
Questi compiti possono essere completamente risolti dalle attrezzature mediche, la cui principale organizzazione per la creazione è l’Istituto Federale per la biomedicina (IMBP).

Segmento russo
L’unità orbitale del segmento russo è dotata del complesso multifunzionale “Gamma-1M”, che consente di registrare l’elettrocardiogramma degli astronauti in varie derivazioni, nonché la pressione arteriosa e venosa, un Holter ed un Ecocardiografo e un reografo cioè un apparecchio che esamina un distretto vascolare.

Tuta Orlan degli astronauti
La stessa tuta Orlan, progettata per le passeggiate spaziali, è dotata di un’unità, chiamata Beta-08, che consente di registrare l’elettrocardiogramma, il pneumogramma e la temperatura corporea dell’astronauta all’uscita dalla navicella. Piccola curiosità: Se nelle Salyut e Mir c’erano dei termometri elettronici (quello tradizionale nello spazio non funziona), sulla ISS basta indossare la… tuta Orlan (c’è un sensore che misura la temperatura dall’orecchio).

L’attrezzatura per il monitoraggio medico comprende anche un analizzatore di sangue biochimico “Reflotron-4” con 15 parametri e un analizzatore di urina biochimico “Urolux” con 10 parametri. Per le misurazioni quotidiane dell’elettrocardiogramma del cosmonauta in 2 derivazioni, a bordo viene fornito un dispositivo indossabile “Cardio registratore-90205” con funzionamento continuo per 24 ore. Un dispositivo “Ematocrito” separato è stato introdotto nella sezione russa della ISS, a causa della necessità di misurare il numero di ematocrito del sangue di un astronauta. Inoltre vi è anche un “Misuratore di massa” – un dispositivo speciale per misurare in condizioni di assenza di gravità sia la massa corporea nell’intervallo da 50 a 100 kg, sia per misurare piccole masse nell’intervallo da 0.02 a 2 .00 kg Durante la prima fase del volo sulla ISS, dosimetri “passivi” situati nella tasca degli indumenti di volo misurano la dose di radiazioni assorbita dai cosmonauti.

Assenza di docce e lavandini per un astronauta
L’assenza di strutture speciali come docce e lavandini sulla ISS solleva la questione della necessità di risolvere i problemi di igiene personale utilizzando metodi sviluppati sulle navicelle Salyut e Mir. Insieme alla collaborazione di aziende specializzate, sono stati sviluppati prodotti basati sull’uso di lozioni speciali applicate su tovaglioli e asciugamani in tessuto di cotone. Questi prodotti sono raggruppati in confezioni separate (circa otto articoli in totale). Inoltre, sono disponibili set “Comfort” separati, che forniscono rasatura, spazzolatura dei denti, igiene orale, taglio dei capelli, ecc.

Mezzi di controllo sanitario e igienico

Il controllo della contaminazione microbiologica dell’ambiente gassoso della ISS viene risolto utilizzando il kit Ecosphere, che garantisce l’immissione di una quantità dosata di aria nelle piastre Petri con un mezzo nutritivo e la successiva coltivazione di colonie batteriche utilizzando uno speciale frigorifero-termostato multifunzionale Cryogem -03. Il controllo della contaminazione delle superfici della stazione e della pelle viene effettuato mediante prelievo di strisci, per i quali vengono utilizzati dispositivi speciali. La valutazione delle impurità nocive che possono formarsi in un ambiente gassoso (acetone, metanolo, propanolo, xileni, ecc.) – 13 elementi in totale – viene effettuata utilizzando il metodo della concentrazione di assorbimento utilizzando il dispositivo AK-1.
Mezzi per prevenire gli effetti dell’assenza di gravità.
In questo ambito troviamo la cyclette “VB-3”, che fornisce allenamento fisico ai cosmonauti e test funzionali con attività fisica dosata.
Vi sono inoltre vari presidi indossabili come il kit “Chibis”, che crea un vuoto attorno alla parte inferiore del corpo del cosmonauta e un carico longitudinale sulla sua sistema muscolo-scheletrico al fine di prevenire disturbi derivanti dall’esposizione prolungata all’assenza di gravità, oppure la tuta indossabile “Pinguino” che crea carichi sul sistema muscolo-scheletrico e carica i muscoli scheletrici degli astronauti. Ovviamente è presente anche una serie di attrezzi per il potenziamento muscolare che effettuato utilizzando una serie di espansori, individuali per ciascun membro dell’equipaggio.
Per proteggere gli astronauti dai sovraccarichi che si verificano durante la discesa sulla Terra e per aumentare la stabilità ortostatica, viene utilizzato il prodotto Centaur. Per creare compressione nelle aree prossimali degli arti inferiori allo scopo di depositare artificialmente il sangue in esse in condizioni di assenza di gravità, vengono utilizzati i prodotti “Braslet” e “Braslet-M“.
Cassette del pronto soccorso per gli astronauti
Non mancano sulla ISS! Ce ne sono 18 sul segmento russo della Iss, 8 su quello americano e altri due kit di pronto soccorso su ciascuna delle due navi attraccate. Ma cosa c’è dentro? Ovviamente, vista la quantità di attrezzature sulla stazione, nessuno è al sicuro da tagli e abrasioni. Ogni kit di pronto soccorso contiene quindi: una benda di garza, una borsa per la medicazione, cerotti battericidi, fili di seta, graffette per suturare le ferite e pinzette per applicare queste graffette, un laccio emostatico e una matita.
Ovviamente pomate per le ustioni ed anti congelamento visti i rischi di contatto con superfici roventi o congelate. In ultimo è presente un kit per piccole otturazioni (sulla Salyut era presente anche un trapano dentistico…). Racconta Alexandr Misurkin in una puntata della sua serie Il Cosmo chiama! che durante il suo primo volo gli saltò un’otturazione ed il problema venne risolto dal suo collega astronauta Thomas Mashburn, che era un medico, usando proprio il kit del pronto soccorso!

Interventi chirurgici
Il compito principale delle apparecchiature mediche è quello di curare disturbi minori, alleviare le possibili conseguenze dell’assenza di gravità e consentire la rianimazione in caso di malattie gravi e lesioni. Il periodo massimo necessario per riportare un astronauta sulla Terra e fornirgli un trattamento completo è di 3 giorni. Per questo periodo, a bordo del veicolo spaziale deve essere presente una fornitura di attrezzature per la rianimazione. Scenari come quelli del film “The Challenge” (вызов) non sono poi del tutto inverosimili. Tutti i cosmonauti effettuano un addestramento che gli consente di intervenire in una vasta gamma di situazioni d’emergenza.

Stampanti 3D per tessuti umani
Sono stati testati due apparecchi per la stampa 3D di tessuti umani nello spazio. Il primo di questi, nel 2018, ha effettuato con successo la stampa di materiale osseo: i cosmonauti Anatoly Ivanishin e Ivan Wagner, utilizzando una biostampante magnetica “Organ.Avt” creata dalla 3D Bioprinting Solutions.

Un’altro esperimento ha utilizzato una macchina da stampa 3D BioFabrication Facility (BFF) consegnata alla ISS nel 2021. Le cellule staminali umane e il collagene sono stati usati come “inchiostro”; gli specialisti hanno riprodotto il menisco dell’articolazione del ginocchio, cioè il cuscinetto cartilagineo. All’esperimento hanno preso parte gli astronauti della NASA Frank Rubio, Warren Hoburg e Stephen Bowen, nonché l’astronauta degli Emirati Arabi Uniti Sultan Al Neyadi.
“Evento Funesto” nello spazio per un astronauta

L’eventualità di un evento funesto in orbita è trattata da un gran numero di documenti che fanno parte dell’addestramento di cosmonauti ed astronauti. Ho chiesto informazioni in merito al cosmonauta Alexandr Misurkin il quale mi ha risposto che, in caso di decesso di un componente l’equipaggio, non è previsto nessun funerale in orbita ma il corpo viene chiuso dentro uno speciale sacco a tenuta stagna (simile ai body bag tristemente famosi) e stivato in attesa del rientro, entro pochi giorni, di parte dell’equipaggio con la salma del loro collega. Speriamo di non dover mai assistere ad un evento del genere.
