Dimenticate i film di Hollywood. Se vi trovaste nel vuoto senza protezione, non esplodereste come un palloncino e non congelereste all’istante. La realtà è meno splatter, ma altrettanto terrificante.

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Avete presente la scena dei film sci-fi dove gli astronauti esplodono o congelano in un secondo? Cancellatela. È falsa.
La pelle umana è incredibilmente resistente ed elastica. Se vi toglieste il casco nel vuoto, il corpo si gonfierebbe leggermente a causa della differenza di pressione, ma non esplodereste.

Cosa succederebbe davvero al tuo corpo se ti togliessi il casco nello spazio (Spoiler: non esploderesti)
Joseph Cooper (Matthew McConaughey) in una scena del film “Interstellar”

Il vero nemico: l’ebollizione a freddo

Il problema reale è la mancanza di pressione atmosferica. Sulla Terra, l’aria preme contro di noi e mantiene i liquidi stabili. Nel vuoto, questa pressione sparisce.
Accade un fenomeno chiamato ebullismo: i liquidi esposti (come la saliva sulla lingua) iniziano a bollire a temperatura corporea.

Questo è stato confermato da un incidente reale nel 1966, quando un tecnico della NASA esposto accidentalmente al vuoto in una camera di test riferì come ultima sensazione prima di svenire proprio la saliva che frizzava sulla lingua. Tuttavia, il sangue nel sistema circolatorio, essendo pressurizzato dai vasi sanguigni, non bollirebbe immediatamente.

​I 15 secondi fatali​I 15 secondi fatali

Non morireste di freddo (il vuoto è un isolante termico, il calore si disperde lentamente). Morireste per anossia (mancanza di ossigeno).
Avreste circa 15 secondi di “coscienza utile” prima che il sangue povero di ossigeno raggiunga il cervello. Attenzione: trattenere il respiro sarebbe fatale, poiché l’aria nei polmoni si espanderebbe rompendoli. Dovreste espirare tutto. Dopo lo svenimento, la morte cerebrale sopraggiungerebbe in un paio di minuti. È un’uscita silenziosa, non un film horror.

In definitiva, anche se l’idea di esplodere o congelare all’istante nello spazio è un mito da film, la realtà è comunque estremamente seria e pericolosa. Il vuoto spaziale non perdona, e chi si trovasse senza protezione avrebbe solo pochi secondi per tentare di salvarsi prima che il corpo ceda.

Questa consapevolezza ci ricorda quanto siano fondamentali le tute spaziali e le precauzioni in missioni oltre l’atmosfera terrestre. La scienza dietro queste situazioni ci aiuta a comprendere meglio i rischi reali e a progettare tecnologie sempre più sicure per gli esploratori dello spazio.

Per saperne di più: NASA Bioastronautics Data Book (Second Edition, 1973).