Possono raggiungere altezze di 20 metri o più e adesso uno studio fa luce sulle loro origini.

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Le onde anomale hanno catturato l’attenzione di marinai e scienziati per decenni. Si tratta di onde gigantesche che si formano improvvisamente in mare aperto. Questi misteriosi giganti in genere durano meno di un minuto, prima di scomparire. Possono raggiungere altezze di 20 metri o più e spesso più del doppio dell’altezza delle onde circostanti. Un tempo un mito nautico, le onde anomale sono state osservate in tutto il mondo. Essendo così alte e potenti, possono rappresentare un pericolo per navi e strutture offshore. Per ripensare a cosa siano le onde anomale e alle loro origini, un team internazionale di ricercatori ha pubblicato uno studio su Nature Scientific Reports per far luce su questi giganti oceanici.

Come si formano le onde

Un complesso di piattaforme sul giacimento petrolifero di Ekofisk, nel Mare del Nord. Crediti: BoH/Wikimedia Commons, CC BY-SA.

Analizzando 18 anni di misurazioni laser ad alta frequenza dalla piattaforma petrolifera Ekofisk, nel Mare del Nord centrale, gli scienziati sono giunti alla conclusione che le onde anomale non sono misteriose, ma piuttosto semplici. In condizioni normali, le onde si formano quando il vento soffia sulla superficie del mare. È come quando si soffia sulla tazza di caffè e si formano piccole increspature sulla superficie. In mare, con il tempo e lo spazio necessari, queste increspature possono trasformarsi in grandi onde. Tuttavia, in ambienti aperti come il Mare del Nord, le onde sono libere di propagarsi da più direzioni.

L’origine delle onde anomale

Per capire la differenza, immaginate una folla di spettatori che esce da uno stadio dopo una partita di calcio. Se l’uscita è un corridoio lungo e stretto con pareti alte, le persone sono costrette a muoversi in un’unica direzione. Quelli in fondo si spingono in avanti, e alcuni potrebbero persino scavalcare gli altri, ammassandosi tra le pareti che li limitano. Questo catastrofico accumulo assomiglierebbe a un’onda anomala, causata dalla loro reclusione. Al contrario, se l’uscita dello stadio si apre su un campo ampio, gli spettatori possono disperdersi liberamente in tutte le direzioni, senza spingersi a vicenda ed evitando accumuli.

L’interferenza costruttiva

I risultati dello studio mostrano che, anziché un’instabilità modulatoria, le onde estreme osservate si sono probabilmente formate attraverso un processo chiamato interferenza costruttiva. Si verifica quando due o più onde si allineano e si combinano in un’unica grande onda. Questo effetto è amplificato dalla loro naturale asimmetria: le loro creste sono in genere più nette e ripide delle loro depressioni più piatte.

Le anomale si formano quando molte onde più piccole si allineano e le loro creste più ripide iniziano ad accumularsi, formando un’unica, enorme onda che si innalza brevemente ben al di sopra dell’ambiente circostante. Queste anomale si alzano e si abbassano in meno di un minuto, seguendo quello che viene definito uno schema quasi deterministico nello spazio e nel tempo.

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