L’ANALISI BAYESIANA PER VALUTARE IL PROCESSO DI METANOGENESI SU ENCELADO

Quando pensiamo alla ricerca di vita oltre la Terra inevitabilmente la mente corre subito a Marte o agli esopianeti, dimenticando che il sistema solare, la nostra casa, pullula di ambienti dalle più svariate caratteristiche: lune ghiacciate sotto le quali si celano oceani bui e profondi, altre dove gli idrocarburi, come l’acqua sulla terra, formano mari, fiumi e laghi e ancora asteroidi e comete vere e proprie fucine di elementi utili allo sviluppo della vita. Encelado, una delle lune più conosciute di Saturno ne è un esempio. Oggetto di diversi studi e analisi compiuti anche dalla sonda Cassini, la luna di ghiaccio situata alla periferia del sistema solare si è dimostrata sempre più interessante sotto il duplice profilo astrobiologico-geologico, tanto da destare la curiosità di molti gruppi di scienziati. In particolare il team di ricerca parigino, guidato da Antonin Affholder dell’ENS dell’Università di Parigi, ha deciso di quantificare, facendo affidamento sull’analisi Bayesiana (un particolare tipo di analisi statistica), la probabilità che la concentrazione di molecole d’idrogeno e metano rilasciate dai pennacchi di vapore acqueo su Encelado potessero essere attribuiti a fenomeni biologici, come la metanogenesi.

ANALISI E RISULTATI

L’approccio utilizzato dal team di ricercatori si basa sull’utilizzo di modelli matematici di tipo geofisico, geochimico e biologico, associato ai dati raccolti dalla sonda Cassini, con l’analisi statistica di tipo Bayesiano, dove le probabilità vengono considerati come livelli di fiducia nel verificarsi di un dato evento e non come frequenza ad esempio. Insomma cose statistiche complesse e piene di numeri…

Formule alchemiche a parte, ad essere davvero interessanti sono i risultati. Dalle analisi effettuate è emerso che le emissioni di idrogeno e metano molecolare, rilasciate dai pennacchi di Encelado, non possono essere attribuite al solo processo geologico di serpentinizzazione che coinvolge le rocce sulla luna di ghiaccio, ma è compatibile con l’ipotesi della presenza di bocche idrotermali che costituiscono ambienti abitabili e favorevoli per i microrganismi metanogeni ovvero, produttori di metano. Nello specifico gli autori affermano che i risultati delle misurazioni effettuate dalla sonda Cassini trovano differenti spiegazioni: in primis la presenza di archea metanogeni (microrganismi) capaci di produrre metano grazie alla condizioni favorevoli presenti nelle nicchie abitabili, in secundis, la presenza di nicchie potenzialmente abitabili, ma ancora per ora “deserte” associate a fonti di metano per ora non ancora scoperte.

BOCCHE IDROTERMALI DI ENCELADO E PENNACCHI
BOCCHE IDROTERMALI DI ENCELADO E PENNACCHI. Credit: NASA

Insomma, tutto è ancora un forse ma la scienza non conosce stanchezza né limiti e forse, un domani, scopriremo che per trovare la vita è sufficiente “guardare appena fuori dall’uscio di casa”.

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