Accedendo a un link di Google Maps è possibile fare un giro panoramico all’interno della Stazione Spaziale Internazionale. Ecco come.

Google Maps è da tempo un ottimo strumento per visitare luoghi del mondo senza muoversi da casa. Di recente la piattaforma ha anche sviluppato una specie di “street view” che vi permette di entrare dentro la Stazione Spaziale Internazionale come foste astronauti in orbita attorno alla Terra. Cliccando su questo link, infatti, verrete immediatamente trasportati ad un’altitudine compresa fra 330 e 410 km. Visitare la Iss è sempre stato il vostro sogno? Da oggi, insomma, può diventare realtà. Tra l’altro accedendo al sito potrete scoprire i vari ambienti che compongono la Stazione Spaziale con spiegazioni dettagliate di ciò che fanno gli astronauti quotidianamente nello spazio.

Stazione Spaziale Internazionale
L’interno della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Credit: Google Maps

La Stazione Spaziale Internazionale

La Iss ha un’intelaiatura che copre oltre cento metri ed è la più grande stazione spaziale mai costruita dall’uomo. È composta da varie sezioni che potete visitare tramite Google Maps e che sono gestite dai centri di controllo missione sulla Terra. Si muove ad una velocità media di oltre 27mila chilometri orari completando 15,5 orbite al giorno. Come anticipavamo all’inizio dell’articolo, la Stazione Spaziale Internazionale orbita ad un’altezza compresa fra i 330 e i 410 km sopra il livello del mare. Fin dagli anni Duemila ospita un equipaggio variabile fra i 2 e i 7 astronauti. Molti di loro sono anche tornati sulla stazione più volte.

La costruzione della Stazione Spaziale Internazionale è cominciata nel 1998 e solo di recente la NASA ha allungato i tempi di permanenza in orbita del veicolo, allungando la missione di altri tre anni. Il costo totale del progetto, dati ESA alla mano, è di circa 100 miliardi di euro in 30 anni. Fra gli obiettivi principali della Iss, ci sono lo sviluppo di tecnologie per l’esplorazione spaziale, i test per mantenere in vita un equipaggio umano per le future missioni spaziali ed esperimenti che riguardano la ricerca medica e scientifica. La stazione è alimentata a energia solare, grazie ai potenti pannelli fotovoltaici che convertono la radiazione solare in corrente elettrica.

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