La Stazione Spaziale Internazionale opera con astronauti a bordo da circa 21 anni, i moduli e la struttura tutta non potranno sopportare per sempre gli effetti a lungo termine causati dal duro ambiente spaziale, la NASA delinea adesso nuovi piani per il futuro della ISS

I tempi sono stati prolungati, il ritiro della ISS attualmente previsto per il 2024 è stato ufficialmente rimandato, come affermano Nasa e vari partner internazionali. Il rapporto redatto dall’ufficio dell’ispettore generale della Nasa sottolinea che almeno una stazione ‘‘commerciale’’ potrebbe essere operativa entro il 2028; questo significherebbe un periodo di due anni di sovrapposizione e passaggi di consegne per evitare un sostanziale vuoto nelle indagini scientifiche in orbita: un tale divario infatti causerebbe un ritardo delle missioni di esplorazione umana nello spazio profondo.

ISS
La Stazione Spaziale Internazionale (ISS). Credit: NASA

ISS: più di 20 anni di onorata carriera

La nostra Stazione Spaziale Internazionale venne progettata con un’aspettativa di vita di 15 anni con un fattore di sicurezza di due, il che significa che potrebbe rimanere operativa per 30 anni dopo il lancio nel ’98 dei suoi primi segmenti: sono tutti ottimisti, quindi, alla Nasa che la vita della ISS possa essere estesa al 2030. Ci sono però evidenti danni strutturali: si stanno già studiando le cause e gli impatti a lungo termine delle crepe e delle perdite recentemente scoperte nel tunnel di trasferimento che collega il modulo di servizio a una delle 8 porte di attracco della Stazione. Tra le cause vengono menzionate fatica strutturale, danni interni, danni esterni e difetti del materiale. Ricordiamo che la ISS è un gigantesco laboratorio dove vengono effettuati esperimenti per la ricerca medica, per le nuove energie rinnovabili, per il decisivo monitoraggio del cambiamento climatico e tanto altro ancora. Purtroppo spesso viene vista come uno spreco di soldi ma, la ricerca spaziale, è fondamentale per il progresso umano.

La Stazione Spaziale Internazionale (ISS)
La ISS. Credit: NASA

Il rapporto della Nasa

La Nasa comunica che sta lavorando allo sviluppo commerciale ed economico del programma spaziale LEO, Low-Earth Orbit: l’intenzione è quella di coinvolgere il settore privato per consentire una solida e duratura economia nell’orbita terrestre bassa, proponendo la presenza di stazioni spaziali private al fine di garantirvi presenza umana continua. Con un occhio al futuro la Nasa ha annunciato di aver firmato tre accordi con tre aziende statunitensi per sviluppare progetti di stazioni spaziali e altre destinazioni commerciali nello spazio. Le aziende sono Blue Origin per il loro progetto di stazione spaziale Orbital Reef (130 milioni di dollari), Nanoracks LLC (160 milioni di dollari), Northrop Grumman Systems Corporation (125,6 milioni di dollari).

I costi attuali sono infatti molto elevati: circa 3 miliardi di dollari all’anno (1/3 del budget annuale della Nasa) vengono impiegati per i voli umani nello spazio; le aziende commerciali, come evidenziato, possono fornire strutture nuove di zecca ad un prezzo senz’altro più conveniente.

Orbital Reef, NASA
Orbital Reef. Credit: https://www.orbitalreef.com/

Il futuro

I progetti futuri sono ricchi e ambiziosi, si sta lavorando al progetto Artemis, volto a riportare gli esseri umani sulla Luna e a far atterrare gli astronauti su Marte; la ricerca non può assolutamente fermarsi, tutto questo non sarebbe fattibile senza la ricerca sulla salute umana che gli astronauti conducono a bordo della ISS. La NASA cerca di mantenere una presenza ininterrotta degli Stati Uniti nell’orbita terrestre bassa passando dalla Stazione Spaziale Internazionale ad altre piattaforme. E’ già previsto un piano di smantellamento e deorbitaggio della ISS, tecnicamente complesso oltre che costoso, e richiederà una partecipazione internazionale. Stay tuned!

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