Analizziamo le cause che hanno portato al fallimento della missione Hakuto-R dell’azienda privata iSpace sulla Luna
Grazie a tutti! Eravate in tantissimi — oltre 800 — ieri sera a seguire con noi la diretta dell’allunaggio del lander giapponese privato Hakuto-R. sulla Luna. Anche quando è apparso evidente il fallimento della missione, avete continuato a seguirci con partecipazione e affetto. Per noi appassionati, è la miglior ricompensa possibile. Grazie davvero!

Da pochi metri a meno 200…
Mancavano solo pochi secondi all’allunaggio, come mostrava il display della telemetria. L’altimetro, che segnava circa 20 metri di quota, all’improvviso ha indicato -200 metri, poi la trasmissione si è interrotta del tutto. Dalle immagini del centro di controllo, si è subito capito che qualcosa non andava: in primo piano, un tecnico si è portato le mani nei capelli. Il lander Hakuto-R Resilience avrebbe dovuto toccare dolcemente la superficie lunare nel Mare Frigoris alle ore 21:17 italiane, una zona situata nella parte nord dell’emisfero visibile dalla Terra.

Le comunicazioni
Nessun problema di comunicazione con il nostro pianeta, ma qualcosa è chiaramente andato storto. Ancora una volta, come nella missione del 2022, l’anomalia si è verificata negli ultimissimi istanti, quando il veicolo opera in piena autonomia. Se nel primo tentativo il guasto era stato attribuito a un prematuro spegnimento dei motori dovuto a un imprevisto consumo di carburante, in questa nuova missione si era deciso di gestire le risorse in modo estremamente prudente. Hakuto-R Resilience, lanciato nel gennaio 2025, ha infatti raggiunto l’orbita lunare solo a maggio, proprio per garantire un utilizzo efficiente del propellente. Insomma, il carburante questa volta c’era.
Il guasto: un ritardo fatale
Durante la conferenza stampa — tenutasi dopo mezzanotte, ora italiana — è arrivata la spiegazione ufficiale: il telemetro laser, incaricato di fornire i dati altimetrici al computer di bordo per regolare la spinta dei motori, ha inviato le informazioni con un ritardo di pochi istanti. Poche frazioni di secondo, ma sufficienti a compromettere gli ultimi metri della discesa.

Ci sarà un terzo tentativo verso la Luna?
Nonostante l’ennesima battuta d’arresto, l’azienda giapponese iSpace non si arrende. Anche stavolta, il CEO Takeshi Hakamada si è pubblicamente scusato, secondo la tradizione giapponese del kenson, e ha confermato l’intenzione di proseguire:
“Lo dobbiamo ai nostri azionisti e alle persone che lavorano con noi”, ha dichiarato.
Hakuto, il coniglio bianco della Luna secondo la mitologia giapponese, è un simbolo di perseveranza. Ci riproveranno. E noi facciamo il tifo per loro, così come per tutti coloro che osano affrontare imprese tanto complesse e affascinanti.
Banzai!
Fonte: comunicato stampa iSpace
