Si ritiene che i misteri dell’inversione dei poli magnetici della Terra possano essere svelati dagli anelli di un albero di 40mila anni fa, uno dei più antichi mai rinvenuti

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Nel febbraio del 2019 venne trovato un antichissimo tronco d’albero a 8 metri di profondità nell’argilla, durante i lavori di ampliamento di una centrale elettrica in Nuova Zelanda. Era lungo 20 metri, aveva un diametro di 2,5 m e si stimava pesasse 60 tonnellate. L’albero, chiamato Maori Kauri, si trovava a Ngāwhā, nel Northland. La datazione al carbonio rivelò che visse 1500 anni, tra 41.000 e 42.500 anni fa.

Cosa c’entrano i poli della Terra

Poco dopo la sua scoperta, un team di scienziati spiegò che gli anelli visibili sul tronco avrebbero potuto dirci di più sui cambiamenti avvenuti in passato del campo magnetico della Terra, compreso il suo impatto sul clima. “Non esiste niente di simile in nessun’altra parte del mondo”, disse Alan Hogg dell’Università di Waikato. Nel corso dei suoi 1500 anni di vita, l’albero sarebbe stato testimone di un’inversione geomagnetica della Terra, ovvero il polo nord magnetico si sarebbe spostato verso l’emisfero australe per poi tornare nella sua posizione attuale.

Terra inversioni dei poli albero
L’area in cui i ricercatori hanno scoperto l’albero, nel 2019. Crediti: Google Maps

L’inversione geomagnetica della Terra

Con lo spostamento dei poli magnetici, l’intensità del campo geomagnetico terrestre si è indebolita nel tempo, lasciando entrare più radiazioni cosmiche. L’albero mostrerebbe cosa aspettarsi durante un’altra inversione polare che attualmente non sappiamo quando potrebbe verificarsi. “Avremo una radiazione cosmica maggiore, distruggerà i satelliti e potrebbe mettere a repentaglio altre infrastrutture di comunicazione”, spiegò ancora Hogg. A finanziare la ricerca l’Australia Research Council e guidata dal professor Chris Turney dell’Università del Nuovo Galles del Sud, esperto di paleoclimatologia e cambiamenti climatici degli ultimi 40.000 anni.

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