Al centro della missione Artemis II c’è Orion, la navicella progettata per riportare l’essere umano oltre l’orbita terrestre

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Al centro della missione Artemis II c’è Orion, la navicella progettata per riportare l’essere umano oltre l’orbita terrestre, dove nessuno vola dai tempi di Apollo. Non è una semplice capsula: Orion è pensata per missioni di lunga durata nello spazio profondo, capace di proteggere l’equipaggio da radiazioni, micrometeoriti e dalle estreme sollecitazioni del rientro atmosferico.

Rappresentazione artistica della navicella Orioe e del modulo di servizio europeo agganciati allo stadio criogenico per la traiettoria translunare per la missione Artemis II. Credito: ESA/NASA
Rappresentazione artistica della navicella Orion e del modulo di servizio europeo agganciati allo stadio criogenico per la traiettoria translunare. Credito: ESA/NASA

Anche l’ESA protagonista

La capsula è composta da un modulo equipaggio, costruito dalla NASA, e da un modulo di servizio europeo, realizzato dall’ESA, che fornisce propulsione, energia elettrica, aria e acqua. Questa collaborazione internazionale è uno degli elementi chiave del programma Artemis.

Durante Artemis II, Orion ospiterà quattro astronauti per un viaggio di oltre dieci giorni, testando sistemi vitali, manovre orbitali e comunicazioni a grandi distanze dalla Terra. Il rientro avverrà a velocità superiori a quelle dello Shuttle, mettendo alla prova lo scudo termico più avanzato mai realizzato dalla NASA. Orion non è solo una navicella: è il mezzo che renderà possibile la presenza umana stabile nello spazio cislunare e, un giorno, oltre.

L’appuntamento è fissato per il lancio di Artemis II, previsto – salvo imprevisti – alle 3:40 italiane del 7 febbraio 2026. La diretta speciale inizierà alle 00:00, con Passione Astronomia, Le Storie di Kosmonautika e SPF – Spazio Penultima Frontiera. La potrete seguire cliccando QUI (attivate il promemoria):