Spielberg è affascinato dagli alieni fin dall’infanzia.
Ci sono molte canzoni che possono rimanerti in testa, ma nessuna è potente quanto la melodia a cinque note di “Incontri ravvicinati del terzo tipo”. Il film diretto da Steven Spielberg nel 1977 racconta la storia di Neary, un elettricista che si imbatte in un avvistamento UFO. Il suo “incontro ravvicinato” lo ispira a tal punto da sprofondare in una sorta di follia mentre cerca di svelare il mistero delle visioni che si manifestano nella sua mente dopo aver visto quell’astronave. Naturalmente, la sua ossessione inizia a erodere le relazioni della sua vita, e alla fine sua moglie Ronnie finisce per lasciarlo portando con sé i figli.
Come finisce “Incontri ravvicinati del terzo tipo”
Nel finale del film l’ossessione di Neary si rivela essere reale quando si unisce a una manciata di altri “credenti” per compiere un pellegrinaggio alla Torre del Diavolo per incontrare gli alieni di persona. Naturalmente, nelle scene finali, il governo e un’intera schiera di credenti con le loro famiglie si presentano incantati dai misteriosi esseri alieni nella loro astronave al neon. Nessuno sembra essere spaventato come probabilmente dovrebbe essere. Per fortuna, gli alieni sono dannatamente pacifici e, senza troppe discussioni (e probabilmente ci sarebbe dovuto essere un qualche tipo di discussione), viene deciso che Neary accompagnerà gli alieni sulla loro astronave madre per apprendere apparentemente i segreti dell’universo.
È (sempre) tutta una questione di comunicazione
Spielberg era affascinato dagli UFO fin dall’infanzia. Quando “Incontri ravvicinati” fu realizzato, gli alieni nei film non erano una novità. Le rappresentazioni precedenti, però, non li dipingevano spesso sotto la luce più pura. Gli alieni erano sempre stati qualcosa da temere. Era impossibile comunicare con loro, il che li rendeva facili da rappresentare come creature intenzionate a distruggere l’umanità. “Incontri ravvicinati” cambia questa percezione, con alieni che sembrano meno interessati a fare del male agli umani e più interessati al contatto e alla comprensione pura (vi ricorda qualcosa?).
La connessione è più potente della sfiducia
Sebbene in “Incontri ravvicinati” ci siano momenti di suspense, gli extraterrestri non fanno mai del male a nessuno. Anzi, sembrano affascinati da Neary tanto quanto Neary lo è da loro. Invece di usare violenza, le creature cercano di comunicare con l’umanità (ecco il segnale a cinque toni). Questo tentativo di comunicazione colma il divario tra le due parti e crea un esempio di come la connessione sia più potente della sfiducia. Nelle scene finali del film, quando Neary viene scelto per accompagnare gli alieni sulla loro astronave, comprendiamo che sia gli umani che gli alieni cercano di creare una connessione tra loro, basata sulla fiducia e sul desiderio di comprensione.
Per saperne di più:
- Guarda il film su Prime Video.
