Il James Webb ha ripreso la vicina galassia nana WLM la cui composizione è molto simile a quella dell’universo primordiale.

La Wolf – Lundmark – Melotte, abbreviata WLM, è una galassia nana nel nostro quartiere galattico ed è stata oggetto di un importante ciclo di osservazione del James Webb. È abbastanza vicina alla Via Lattea a circa 3 milioni di anni luce dalla Terra, ma è anche relativamente isolata. Si pensa che la WLM non abbia interagito con altri sistemi, il che la rende davvero interessante per testare le nostre teorie sulla formazione e l’evoluzione delle galassie. Molte delle altre galassie vicine sono intrecciate e impigliate con la Via Lattea, il che le rende più difficili da studiare.

Un’altra cosa interessante e importante di WLM è che il suo gas è simile al gas che componeva le galassie nell’universo primordiale. Chimicamente parlando è povera di elementi più pesanti dell’idrogeno e dell’elio.

Le caratteristiche della WLM

Confronto della galassia WLM osservata dal telescopio Spitzer e dal James Webb. Credits: NASA, ESA, CSA, STScI e Kristen McQuinn (Rutgers University)

La galassia ha perso molti degli elementi pesanti a causa di quelli che sono chiamati venti (o superventi) galattici, ovvero venti stellari emanati da stelle massicce di nuova formazione o da buchi neri supermassicci solitamente osservati nelle galassie starburst. Sebbene la WLM abbia formato stelle di recente che hanno sintetizzato nuovi elementi, parte del materiale viene espulso dalla galassia quando le stelle massicce esplodono. Le supernove possono essere abbastanza potenti da spingere il materiale completamente all’esterno di galassie di piccola massa come la WLM.

Questo la rende estremamente interessante in quanto può essere usata per studiare come si formano e si evolvono le stelle in piccole galassie come quelle dell’universo antico.

Nell’immagine possiamo vedere una miriade di singole stelle di diversi colori, dimensioni, temperature, età e stadi di evoluzione; interessanti nubi di gas nebulare all’interno della galassia; stelle in primo piano con i picchi di diffrazione del James Webb; e galassie di sfondo con caratteristiche ordinate come le code di marea.

L’obiettivo principale del James Webb è ricostruire la storia della formazione stellare di questa galassia. Le stelle di piccola massa possono vivere per miliardi di anni, il che significa che alcune delle stelle che vediamo oggi nella WLM si sono formate nell’universo primordiale. Determinando le proprietà di queste stelle di piccola massa, come ad esempio la loro età, possiamo ottenere informazioni su ciò che stava accadendo in un passato molto lontano.

La galassia nana Wolf-Lundmark-Melotte vista dallo strumento NIRCam del telescopio Webb. Credits: NASA, ESA, CSA, STScI e Kristen McQuinn (Rutgers University)

L’analisi ottenuta risulta complementare a ciò che apprendiamo sulla formazione delle prime galassie osservando i sistemi ad alto redshift dove, grazie alle straordinarie capacità del James Webb, le osserviamo come esistevano quando si sono formate per la prima volta.

Riferimenti: NASA

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