Due estratti dalla nostra recente intervista dal vivo alla grande prof. Jocelyn Bell Burnell, che abbiamo avuto l’onore ed emozione (ancora persistente!) di ospitare nell’ultima puntata di “Professione Astrofisico”: parole di una grande persona, un gigante, che non possono che farci riflettere.

“La prima volta che arrivai a Cambridge mi ha spaventato, non ero mai stata prima di allora nel sud dell’Inghilterra, e ho trovato un’universita’ piena di giovani uomini e con pochissime donne. Questi uomini avevano frequentato scuole molto costose, ed erano totalmente convinti della loro brillantezza, e pienamente certI che il loro essere a Cambridge fosse qualcosa di giusto e scontato. Io invece non ero affatto sicura di essere abbastanza intelligente per essere a Cambridge, pensavo avessero fatto un errore nel farmi accedere”. Cosi`Jocelyn Bell Burnell riguardo il suo arrivo a Cambridge come una giovane dottoranda, tre anni piu’ tardi sara’ la principale artefice di una delle piu’ importanti e storiche scoperte dell’astrofisica.

“Alla notizia dell’assegnazione del Premio Nobel per la Fisica del 1974 alla nostra scoperta ero felice. Per la prima volta nella storia il premio veniva assegnato all’Astrofisica, e il mio lavoro aveva segnato in questo senso una svolta!”. Jocelyn Bell Burnell riguardo il riconoscimento della sua scoperta tramite l’assegnazione del Premio Nobel per la Fisica del 1974, dalla quale il suo nome fu pero’ escluso a differenza del suo supervisore di dottorato.

Jocelyn Bell Burnell intervistata da Umbero Battino nel corso della puntata 23 di “Professione Astrofisico”

Due estratti dalla nostra intervista dal vivo alla grande prof. Jocelyn Bell Burnell, che abbiamo avuto l’onore ed emozione (ancora persistente!) di ospitare nell’ultima puntata di “Professione Astrofisico”. Parole di una grande persona, un gigante, che non possono che farci riflettere. Quante volte ci auto-sabotiamo ripetendoci “non sono abbastanza bravo/a”? Quante volte, in questo modo, ci limitiamo a (soprav)vivere per pagare le bollette, e non osiamo giocare il gioco che amiamo preferendo assistere da spettatori mentre qualcun’altro lo fa al posto nostro? E quante volte ci focaliziamo sul concentrare le attenzioni su noi stessi, piuttosto che sul contributo genuino che il nostro lavoro e impegno possono portare al mondo in cui viviamo? Tante domande con tante risposte tutte diverse, ognuno con le sue, a suo modo giuste! Per fortuna abbiamo l’opportunita’ e il privilegio di avere dei solidi riferimenti ed esempi da seguire. Jocelyn Bell e’ uno di questi, e speriamo che l’avervela “portata” sui vostri piccoli schermi sia stata cosa gradita.

Qui sotto l’intervista integrale!

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